sabato 3 giugno 2017

The Lord and The White Blind Light

Your home is still here, inviolate and certain.
Thank you, oh Lord, for the white blind light.

Jumped, humped, born to suffer.
Made to undress, in the wilderness.
Our love so found a safe niche
Where we can store up riches and talk to our fellows,
In the same premise of disaster.


Let me tell you about heartache and the loss of God,
wandering, wandering a hopeless night.
Moonshine night, mountain village insane in the woods,
in the deep trees, in the deep trees, in the deep trees.

Your home is still here, inviolate and certain.
Oh, I want to be there, I want us to be there,
oh I want to be there, beside the lake, beneath the moon,
Cool and swollen, dripping its hot liquor.
I want to be there.

Thank you, Lord, for the white blind light.

A city rises from the sea.

Let me tell you about heartache and the loss of God,
Wandering, wandering a hopeless night.
Let me show you the maiden with wrought iron soul.
Out here in the perimeter there are no stars.
Out here we're stoned.
Immaculate.

...
...
...

E' curioso come certe frasi ti rimangano impresse a fuoco nella mente e come queste siano irrimediabilmente collegate ad altre delle quali eri totalmente all'oscuro o più correttamente eri all'oscuro della loro sottostante, intima connessione.

"Born to suffer. Made to undress, in the wilderness."

Sofferenti, Nudi, Disarmati, Persi nella Giungla del Deserto... questo il nostro approccio alla nascita, crudo e istintivo, nei confronti dell'esistenza... Terrena!

La Vita ci accoglie e ci acclama eppure Noi restiamo diffidenti, guardinghi, riluttanti nell'accoglierla, nel comprenderla, nell'accettarla.

"Wandering, wandering a hopeless night."

Vagando sperduti, nella speranza e nell'oblio, in una notte senza rimorso, senza rumore, senza Dio.
Lasciare che si mostri, al di là del perimetro, di quel perimetro oscuro della legge, fuori dalle stelle, in un cielo notturno immacolato... l'animo fermo di quella damigella in Pietra,  levigata in ferro battuto...

"Your home is still here, inviolate and certain"

Il nostro rifugio, la nostra casa, il nostro nido, la nostra dimora, il nostro ricovero, il nostro nascondiglio, la nostra tana, il nostro familiare asilo... è ancora lì... certo, inviolato, incorrotto, sicuro... irraggiungibile...

"I want to be there, I want us to be there...dripping its hot liquor..."

Vorrei ritrovarmi Lì... Vorrei che tutti Noi ci ritrovassimo Lì... Assaporando dolci, soavi, flemmatiche gocce inebrianti di incoscienza... di primordiale coscienza e conoscenza... di compenetrazione totale e risolutiva dell'esistenza...

"Wandering, wandering a hopeless night."

Vagando sperduti in questa notte senza speranza!

E' curioso come certe frasi rimangano a lungo impresse indelebili nella memoria... fragili come porcellana o cristalli di ghiaccio ma al tempo stesso resistenti come cuoio e prismi di diamante.


Potremmo pianificare un'ennesimo, perfido, esclusivo ed astuto piano infernale o dare inizio ad una nuova idea comune del viver sociale...
Potremmo tutti stare dalla stessa parte o resistere escludendo chi da quella parte non ci vuol stare...
Potremmo interpretare la Vita come l'ennesimo affare oppure optare per la più difficile scelta... quella del dare senza nulla aspettarsi in cambio ... per solo ed esclusivo... genitivo... senso di Riconoscenza, Appartenenza, Speranza, Esistenza... Affermazione della propria indivisibile Unicità!

Elmoamf

giovedì 25 maggio 2017

Quel sacrosanto o malizioso compendio dell'Horror


No... non sono onnisciente!
A differenza di quanti credono il contrario... No non sono affatto Onnisciente!

Ho i miei sacrosanti Limiti, gli stessi limiti dell'Horror:

  • per quanto possa terrorizzare non sarà mai letale
  • per quanto possa lasciar spiazzati e col fiato sospeso non sarà mai cruciale
  • per quanto possa tener nel dubbio e sollevare un mistero non sarà mai e poi mai definitivamente esiziale
Eccovi servito il compendio dell'Horror... quell'horror che quotidianamente viviamo nella nostra banale e retorica esistenza, in tutt'altre faccende affaccendati.

Quello status quo della nonchalance ove la routine è scandita da ben oliati meccanismi di pensiero e azione. Automatismi emozionali e razionali che svolgono l'istintiva e necessaria funzione della sopravvivenza umana... alla barbarie umanamente organizzata, pianificata e controllata.

Dentellature perfette in un sofisticato ingranaggio: essenziali nel tutto, inutili nel complesso!
Inutili perché uguali a milioni, miliardi di altre e quindi impercettibilmente sostituibili... Essenziali perché vitali allo svolgersi/evolversi di quell'ingranaggio pachidermico che si regge unicamente sulla fiducia delle pulci nella tenuta del pelo del proprio ospite.

Parassiti operosi costretti ogni giorno ad ingegnarsi per non soccombere.
Per non cedere alle nevrosi, ai colpi del destino avverso, alle sferzate di un mondo ingiusto, alla compassionevole velleità degli stolti come alla spregiudicata spavalderia degli avidi e ignoranti.

Spocchiosamente ruffiani, accondiscendenti o superbi rispetto ai nostri padroni, accoliti o inservienti.
Tristemente infami nel agire o reagire... fottuti dal "sistema".

Sconfitti nell'anima di un'anima confusa, annichilita, smarrita.
Sconfitti nel cuore di un cuore spezzato, sanguinante, in cancrena.
Sconfitti nella mente di una mente corrotta, oscura, condotta alla follia.

Eccovi servito il compendio dell'Horror,,, nella banalità del male perpetrata dall'Idiota morale!

Elmoamf

venerdì 19 maggio 2017

An angel kissing in the spring



Fantasmi si affollano attorno alla fragile mente del ragazzo informe... dal guscio infantile Egli si affaccia al tentativo di emancipazione adulta... compiutamente sensoriale...

Sperimenta l'Essere... e il Non Essere... compiutamente incompiuto!

Fantasmi si affollano tutt'attorno... e dagli spalti gridano, incitano, il "germente" seme nel proliferare le personali e recondite ansie... affinché nell'animo covi quella inspiegabile fobia, quella follia incontrollabile capace di condizionare l'Essere e il Non Essere... compiutamente surreale.

Fantasmi gravitano intorno al cavaliere impavido che affronta il proprio destino... oscuro... controverso... incerto... ambiguo... minandone il coraggio e la solidità d'impegno nella propria missione... minandone le sponde, l'incedere e la fermezza di decisione!

Fantasmi si aggirano perversi, rapaci e sciacalli sopra le ns certezze... incutendo timore, remissione, sottomissione...

Fantasmi senza un preciso Nome, Omen Nomen, disperdono le energie, comprimono le identità, distruggono gli estremi tentativi di resurrezione...

Fantasmi Noi siamo che aleggiano come Avvoltoi sul corpo inerte delle ns stesse carcasse.

Fantasmi di Noi stessi e di una vita vissuta solo ed unicamente per intercessione di un potere considerato più grande... Onnipotente... Onnipresente... Obnubilante!

Fantasmi... ci raccogliamo, in miseri e anonimi e presunti e scoordinati ed isolati gruppi per raccogliere le idee e tentare di riedificare un mondo che non è più a ns immagine e somiglianza!

Fantasmi... all'alba di una nuova Partenza.


Elmoamf

martedì 25 aprile 2017

Eutanasia di un Pensiero

Quando muore un pensiero?
Quando infine si esaurisce la volontà di esprimerlo!

Perché muore un pensiero?
Perché infine si esaurisce il desiderio di condividerlo!

Dove muore un pensiero?
Dove infine si esaurisce la fiducia in chi dovrebbe ascoltarlo!

Come muore un pensiero?
Come lentamente si abbandona alla deriva quel destino cui nessuno presta più attenzione!

Piccoli, inesorabili passi verso l'oblio.

E’ giunta mezzanotte
si spengono i rumori
si spegne anche l’insegna
di quell’ultimo caffè
Le strade son deserte
deserte e silenziose
un’ultima carrozza cigolando se ne va.
Il fiume corre lento
frusciando sotto i ponti
La luna splende in cielo
dorme tutta la città
Solo va
un uomo in frack.
Ha il cilindro per cappello
due diamanti per gemelli
Un bastone di cristallo
la gardenia nell’occhiello
E sul candido gilet
Un papillon, un papillon di seta blu.
Bon nuit bon nuit bon nuit bon nuit
buona notte
Va dicendo ad ogni cosa
ai fanali illuminati
Ad un gatto innammorato
che randagio se ne va.
E’ giunta ormai l’aurora
si spengono i fanali
Si spegne a poco a poco tutta quanta la città
La luna si è incantata
sorpresa e impallidita
Pian piano scolorandosi nel cielo sparirà.
Sbadiglia una finestra
sul fiume silenzioso
E nella luce bianca galleggiando se ne va
Un cilindro
un fiore e un frack.
Galleggiando dolcemente e lasciandosi cullare
Se ne scende lentamente
sotto i ponti verso il mare
Verso il mare se ne va
Chi mai sarà, chi mai sarà
quell’uomo in frack.
Adieu adieu adieu adieu, addio al mondo
Ai ricordi del passato
Ad un sogno mai sognato
Ad un attimo d’amore che mai più ritornerà.

martedì 3 gennaio 2017

Quelle inutili sfumature di significato... sulle iniquità del potere e della ingenua libertà

Ecco!
Gaber era un uomo libero!
O meglio, un pensatore libero dell'ideale umano!



Strafottente, ironico, pungente, satirico... quanto efficacemente concreto nelle sue analisi di scherno della realtà,

Tanto eloquentemente persuasivo da risultare tremendamente iconico ed arbitrario nelle sue personali, irriverenti e canzonatorie composizioni... rispetto ad una realtà caparbiamente perversa e reazionaria... visceralmente capace (in se stessa) di superare ogni limite del sublime intendere...... dal quieto viver socialmente e conformisticamente stabilito, al rivoluzionario e instabile malessere che di necessità emerge ed al contempo richiede di esser tassativamente respinto o meglio ancora... contenuto!

Quel limite, per altro e tra l'altro, generalmente, ideologicamente e genuinamente intimato da inequivocabili agenti esterni... sull'ingenuità umana... tanto suggestionabile quanto plasmabile attraverso l'abile e subdola fantasia del Terrore... imprescindibilmente imposta!

Ecco Gaber forse era un uomo Libero.

Come forse lo è era stato prima di lui quel medico guerrigliero ed idealista di Che Guevara...!

Anch'Egli alla ricerca di una libera identità emancipata ed emancipante, evidentemente perduta nella schiavitù dell'esistenza contemporanea.

Un'identità non più e non solo individuale ma estremamente più ricercata, sofisticata, complessa e articolata. Vulnerabile e impenetrabile nella misura in cui riuscisse a mostrarsi insoddisfacente ed appagante al tempo stesso... ossia nella misura in cui si ostinasse nella continua ricerca di un equilibrio immenso e perduto nei meandri di un labirinto esistenziale senza alcun preciso scopo emozionale:
Un'identità Sociale!

Ecco forse Gaber e Che Guevara erano uomini (idealisti) liberi... alla ricerca di un proprio, equilibrato e giusto ruolo... in questa incosciente, anarchica e disastrata realtà!

E forse anche Stefano e Stefano e Fabrizio e gli Andrea lo sono tutt'oggi!

Magari il secondo Stefano, l'unico Fabrizio ed il duplice Andrea lo sono un po meno (costretti alla concretezza pragmatica loro malgrado e malgrado permettendo ogni loro lato "emblematico") per diversi eventi spinti o esortati a rimettere inevitabilmente e troppo spesso in discussione: priorità, esigenze ed evidenze dettate da quella realtà onnicomprensiva e conformista che spinge e costringe altrettanto spesso a scelte intransigenti quanto obbligate rispetto alle immediate necessità personali, familiari e individuali...

Eppure... tali figure indubbiamente risulterebbero essere in possesso... di quel sano istinto e spirito critico in grado di non farli soccombere a facili e pilotate eutanasie emozionali ed intellettuali.

Quell'istinto che il primo Stefano forse ha sempre custodito inavvertitamente in se e che forse lo ha sempre impulsivamente spronato ad esprimersi pienamente per quel che oggi in tutta onesta spero possa rivendicare di essere... assieme all'altro Stefano al Fabrizio e "agli" Andrea fortunatamente e incidentalmente incontrati nel mio beffardo percorso esistenziale... ossia non misere voci nel silenzio assordante di una decadente Civiltà Moderna... ma spiriti liberi, solidi, determinati, infrangibili (nella loro volontà critica e e consapevole) di ogni singolo frammento dell'esistenza... in ogni suo criptico frammento di Se.

Perché in fondo questo noi siamo:

Frammenti!

Frammenti di una personalità dalle innumerevoli sfaccettature, immersi in una quotidianità dalle inevitabili sfumature.

Sarebbe quindi opportuno a volte porsi un sano quanto a volte insolubile quesito... sulle infinite sfumature e sfaccettature di significato di talune locuzioni e proposizioni.

Quei dettagli evanescenti quanto contraddittori che alcuni termini "espressi" (tanto consci quanto inconsci) si lasciano trasparire inavvertitamente nella dialettica comune... Termini che portano invariabilmente in loro un messaggio ed un significato il cui contenuto può e non può dar vita ad un universo di congetture, teoremi, evoluzioni ed involuzioni della quotidianità che inevitabilmente si fa evento e successivamente si rende da vana teoria a suscettibile storia.

Termini, che nella loro apparenza, vengono appunto (istintivamente o ingenuamente) tra di loro utilizzati, spesso quali efficaci sinonimi, utili a svolgere un mero ruolo formale di "sostituzione"... mentre la loro capacità o incidenza nella tentata modifica di spessore della realtà e sulla conseguente percezione degli sviluppi delle umani coscienze... genesi inevitabilmente ancestrali delle civiltà in divenire... è assai diversa, perversa e pervasiva...

Diabolicamente diversa, perversa e pervasiva... a seconda del loro convincente, pervicace e persuasivo utilizzo e/o della loro convincente ed imposta applicazione.

Un ... distinguo particolare andrebbe allora e forse analizzato tra i seguenti e composti lemmi:
  • Bene Pubblico;
  • Utilità Generale;
  • Interesse Particolare (e/o Libertà Personale).
Se non altro (per ognuno di noi che si riveli apostata di una certa e pilotata verità) si potrà essere in grado di asserire di aver individuato una personalissima quanto specifica e congrua conclusione:


Da un lato giace inerme il bene pubblico (e forse o probabilmente la comunità nel suo incedere, intendere, essere e tentativo di convivere) mentre dall'altro gravitano precariamente sia l'interesse che la libertà generale quanto l'utilità in genere fosse quest'ultima ascrivibile anch'essa ad alcun particolare o personale interesse o quieto vivere.

Lo scambio di aggettivi non è affatto casuale quanto etimologicamente perseguito!

Si rivela infatti propedeutico alla messa in evidenza di quella che personalmente ritengo:
Un'idiozia umana da anamnesi genetico-sociale o meglio ancora un amnesia umana condizionata e pilotata da collettiva, impercettibile, soave, costante e accondiscendente umana estinzione.

Interesse Particolare, Libertà Personale, Utilità Generale, Bene Pubblico.

Dovrebbero essere termini capaci non solo di viaggiare di pari passo e valenza tra le umane genti ma altrettanto ed ulteriormente in grado di evocare sane emozioni e precise concezioni sulla Civiltà Moderna che dal Capitalismo Teologico Tecnologicamente ed Indiscutibilmente Dominante (tanto storico quanto sterilmente moderno o contemporaneo) dimostrino di poter passare ossia  "Trasfigurarsi" in quel Socialismo Liberale Utopico di innata comprensione,

Un passaggio probabilmente ideale da un Capitalismo ossessivamente obnubilante proprio delle classi dominanti che sempre si è fatto beffe di un Liberalismo coinvolgente proprio delle classi intermedie il quale a sua volta ed inevitabilmente è stato costretto a far leva e quindi abbracciare gli auspici e gli ideali spesso utopici quanto inconsapevoli di un Socialismo sui generis che dalla Social Democrazia ha sempre tratto le proprie basi quanto le proprie concrete ed inossidabili forze... formate, come natura chiede e richiama, dalle novelle ed ideologiche generazioni emergenti.

Un passaggio che diversamente ed in linea altrettanto involutiva... potrebbe rivelarsi in un tremendo e drammatico declino... da un Capitalismo dispotico proprio delle classi dominanti... che sempre si è fatto beffe di un Liberalismo coinvolgente proprio delle classi intermedie... il quale a sua volta ed inevitabilmente è stato costretto a far leva e quindi abbracciare gli auspici e gli ideali spesso convinti quanto inconsapevoli di un Socialismo sui generis... che dalla Social Democrazia ha sempre tratto le proprie basi quanto le proprie concrete ed inossidabili forze... formate, come natura chiede e richiama, dalle novelle ed ideologiche generazioni emergenti... forgiate coattivamente in un Socialismo dispotico e pertanto, sostanzialmente armate verso un Comunismo accentratore a senso unico o un Fascismo accentratore a senso univoco.

Un meccanismo di sviluppo socio-politico dal passaggio assai complesso attraverso il quale si esprimono e avvicendano nascenti e doverose realtà dissenzienti. Esponenti di quelle esigenze politico-rappresentative che l'odierna logica autoreferenziale del potere, tende ad escludere.

Movimenti Sovranisti o Pseudo-Nazionalisti o "Isti" in altra o ugual o diversa misura rispetto al passato o ad un certo passato non troppo recente... non ancora effettivamente rilevati o rivendicati o valutati rispetto alla loro di fatto esistenza... fanno elementare capolino nell'universo antropomorfo di un potere globale generalmente in declino.

Una summa di declinazioni rispettose d'identità rispetto all'organizzazione di ciò che rimane sul tappeto dell'insipienza umana... generalmente raccolto, condensato e considerato sotto la definizione di Civiltà Moderna.

Una Summa d'Identità che circoscrivono, caratterizzano e definiscono invariabilmente la confusione umana nel suo approccio alla qualificazione e al riconoscimento senziente della propria identità strutturale.

Un identità intrisa di variabili spesso incomprensibili in cui quelle dello spazio-tempo giocano evidentemente un ruolo fondamentale ancorché non propriamente percepito.

E Quindi?
E quindi... Si...!
Esse Dovrebbero essere determinanti eppure non lo sono?!?

E si... Dovrebbero!
In altri termini... tali variabili spazio-temporali dovrebbero essere Dominanti!!!
Ma non lo sono!

Dovrebbero! Ma non lo sono!

Ci si chiede allora o ancor meglio personalmente mi chiedo:
Perché non lo sono?
Perché ho la netta impressione che non lo siano?

Haimé... la risposta... nondimeno risulta in evidente quanto inevitabile conflitto con la realtà delle necessità sociali: siano queste storiche o appunto ideologiche o diversamente moderne e altrettanto contemporanee o futilmente futuristiche ed estemporanee.

Si sa', le realtà sociali sono crismi umanamente espressi!

E mentre per alcuni (ingenui) lasciano il tempo che trovano... per altri (sperabilmente più lungimiranti) rappresentano (drasticamente) un cardine ed un metro di valutazione da cui partire e da non sottovalutare per il procedere delle proprie nemesi.

Non tutti, infatti, sono affetti (in questo triste, introspettivo e devastante mondo) dalla sindrome totalmente egoistica dell'autoincenso divino!

Quella sindrome che porta ingenuamente ognuno di noi ad ergersi su di un piedistallo oltre il quale il conflitto è invariabilmente denominato "terreno" mentre il proprio ed al proprio cospetto si è considerati indiscutibilmente al di sopra.

Un conflitto attraverso il quale si presume (invariabilmente a torto?!?) il "superamento" (in qualità, proprietà, capacità e controllo della verità e quindi di ogni esistenza individuale e plurima) della "resistenza" di ogni singolo Avventore/Avversario, antagonista della nostra presunta esistenza.
E pertanto nei confronti del quale ci si ritiene, spregiudicatamente e spavaldamente degli Estremi Vincitori. 

Vincitori di un inutile Lotteria autoproclamata, frutto di un plebiscito propagandistico ed illusorio creato unicamente dalla nostra mente corrotta, indotta all'autodistruzione da una perversa sindrome di spersonalizzazione con connessa e progressiva perdita della propria univoca identità!

Una sindrome che di per se viene già impropriamente evocata (indubbiamente a torto) a garanzia di sopravvivenza della propria specie ma (tra le altre cose) estende l'incertezza sull'esistenza collaterale e/o subliminale di tutto il nostro avvenire.


Elmoamf


P.s.

Dedicato agli amici di quel Tempo che fu  e che non mancherò mai ricordare!
SSFAA

sabato 10 settembre 2016

L'amore ai tempi del colera

In amore non vince chi mescola le carte,
chi usa l'asso nella manica,
chi gioca al buio il colpo di fortuna,
chi bluffa spudoratamente su ogni ardua giocata,
chi inciampa sulla corda di una puntata sbagliata,
chi passa a ogni mano per prudenza
o chi si getta su ogni piatto con ingenua incoscienza.

In amore non vince nessuno!

Semplicemente perché l'amore non è un gioco!

Ma il motivo che ispira ogni tua singola azione, reazione e decisione.
Il motore che ti spinge in una precisa (anche se spesso inconscia) direzione.
Il valore su cui fondi ogni semplice o complessa quanto personale emozione.
Il principio e la fine di ogni tua esperienza esistenziale!

Scopriremo così che l'amore è, prima di ogni altra cosa, condivisione.

E solo quando saremo in grado di condividere
(nella gioia e nel dolore, in salute e in malattia, in ricchezza e in povertà, nella buona e nella cattiva sorte),
avremo la possibilità di comprendere di essere stati sempre pronti ad amare.

Perché amare non è solo una scelta o un libero arbitrio o un cieco e fideistico abbandono al destino.

Quanto essere pienamente ciò che siamo...

Tutto il resto è forzata apparenza.
Triste e commiserevole Civiltà Moderna.

(Con sincero affetto... Ad una cara Amica)

Elmoamf

domenica 31 luglio 2016

La tela del ragno


La tela del ragno si tesse discreta.
Tra il serio ed il faceto.
Tra l'indifferenza e l'inerzia.
La tela del ragno si tesse delicata.
Tra un inizio ed una fine.
Tra una speranza ed un'attesa.
La tela del ragno si tesse riservata.
Intrappolerà...
Incastrerà...
Imprigionerà...
Risucchierà...
Tutti!
E poi verrà spazzata via. Così. Improvvisamente.
Forse da un ignaro, improvvido, occasionale, demente.
O forse da un lucido, cinico, spietato, calcolatore!

Elmoamf