venerdì 25 agosto 2017

Non esistono soluzioni immediate... solo interventisti du kz!

Vi siete mai chiesti quando il Fascismo ha intrapreso la sua parabola discendente?
Quella che portò Mussolini all'alba del 25 luglio del 1943?
Si?

Vediamo, allora, di considerare qualche data e qualche evento.
L'invasione del corno d'Africa nel '35?
L'alleanza stretta o meglio la stretta alleanza con il nazismo nel '36?
Le leggi razziali nel '38?
L'entrata effettiva in guerra nel '40?

Snodi indubbiamente cruciali nell'evolversi storico del fenomeno o meglio nell'involuzione archetipica di un movimento politico che trae e trasse le sue origini dalle migliori intenzioni e motivazioni sociali e civili e finisce e fini per perdersi, arrendersi ed esplodere (implodere) vittima dei peggiori istinti, opportunismi e interessi predatori individuali e personali.

Peccato che la Storia stessa non si possa ridurre in spiccioli di immediata traduzione, esposizione e comprensione.
La Storia non è un affresco elementare, inequivocabilmente dominato da tinte bianche e nere, indelebilmente separate e distinte, divise da chiare linee di confine e demarcazione, capaci di qualificare, quantificare e scolpire indissolubilmente nella memoria l'intrinseco limite tra il bene ed il male.

La Storia, ahimè, è assai più grigia e opaca, intrisa di sfumature di significato.

E così la discesa del Fascismo non può essere ricondotta ad una data o ad un avvenimento in particolare quanto più coerentemente può incardinarsi in una concatenazione di eventi nell'evolversi dei quali le scelte (coerenti o incoerenti, lucide o incoscienti, libere o pressanti, autonome o coercitive) personali... determinanti sul divenire non solo individuale ma ancor più sociale (rispetto alla carica o al ruolo nella e per la Storia rivestito) si siano rivelate distruttrici di quello stesso assetto fondamentale sul quale si erano costruiti tutti i propri ed "universali" equilibri.

Tanto interni quanto esterni: tra Nazione e Stato, Stato e Continente, Continente e Globo!

Il crollo del Fascismo fu il frutto di decisioni scellerate, organicamente maturate ed espresse in un contesto umano in cui deliberatamente si era scelto d'intraprendere (in nome e per conto non solo proprio ma di tutta una comunità - la Patria o Nazione  - che si aveva l'ardire o il pregio di rappresentare) una strada facile piuttosto che tortuosa... quella strada obbligata non dal dovere ma dal potere!

Quella sottile differenza tra ciò che è necessario per il proprio popolo e ciò che è necessario per la propria istintiva ed egoistica sopravvivenza.

Quella sottile linea d'ombra tra l'impeto (l'imperio materiale) e la saggezza (la trascendenza superiore), tra l'essere o l'avere, tra il possedere ed il condividere... quella tenue, flebile, instabile e a volte effimera linea che si frappone appunto tra il così detto Bene ed il così tanto vituperato Male... di atavica od esclusivamente umana, intelligibile comprensione.

Noi siamo ciò su cui manteniamo il silenzio ovvero misere gocce di rugiada cristallizzate dal vento.

Siamo Uomini o Caporali, senza mezzi termini, incapaci effettivamente d'essere quel che naturalmente potremmo riconoscere di essere, liberi da ulteriori inibizioni: creature umane fragili e vulnerabili in perenne conflitto con se stessi e con il destino... vittime di quel tanto osannato libero arbitrio capace infine di elargire solo irrimediabile e biasimevole cruccio al tanto lodato ed acclamato prossimo...

In cosa abbiamo allora fallito?
In cosa il Fascismo ha fallito?
In cosa il sanificatore di turno si ostina a fallire?

Nel Dogma inutile dell'intolleranza. Nel Dogma inutile della fallacia di ogni presunta superiorità o avversità dell'essere contro l'essere. Nel Dogma inutile della primazia dell'eletto consapevole rispetto al gregge mansueto e riconoscente o coatto e magnificante. Nel Dogma inutile del possesso fine a se stesso... sia esso dell'esistenza materiale, secolarizzata... sia esso della trascendenza metafisica e sublimata.

Ovunque si possa cedere acriticamente ad un Dogma... si rischia di cedere ad un fondamentalismo ortodosso inequivocabilmente eterodiretto ossia diretto e condizionato da altrui volontà che non necessariamente rispecchiano i voleri, i fondamenti ed i principi che si vorrebbero in sostanza condividere... quanto i voleri, i fondamenti ed i principi espressi da una minoranza che li vorrebbe imporre...

Quale sana via d'uscita allora percorrere?

Quella imposta dalla massa? Dal potere vigente? Dal conformismo altalenante? Dall'intransigenza irrequieta e ribelle? Dall'assuefazione ossequiosa ed al tempo... causticamente irriverente?

Quale sana via d'uscita?

Al tempo delle grandi controversie del secolo scorso... le soluzioni furono essenzialmente due: O Guerra O Dissoluzione!

Due facce della stessa medaglia che furono inequivocabilmente e suggestivamente applicate... spedendo nell'oblio delle memoria milioni di anime perse nelle macerie della Storia...

Quella Storia che ahimé si ripete in tutte le sue sfumature e sfaccettature.

Il Fascismo non cadde per caso... cercò sistematicamente la propria caduta nella ricerca fallace di soluzioni immediate a problemi du kz... affrontati indissolubilmente con l'arma di un interventismo du kz... la stessa che ha distanza di quasi un secolo... interpreti ancor più du kz (neanche lontani parenti di Statisti con la S maiuscola che almeno mostrarono, nel bene e nel male, la loro tentata devozione al popolo) stanno usando per detronizzare efficacemente ogni residua volontà e sovranità popolare... vergata nel solco di una sofferente ricerca, condivisione e gestione sapiente e sapienziale del potere.

La libertà evidentemente non ci appartiene... è soggetta ad un indiscusso e registrato @copyright!

Elmoamf


domenica 30 luglio 2017

Ricchi, simpatici e per bene...

La notte della Repubblica che non si fa mattino... non è una chiosa ad una poesia, auspicante (implicitamente) una miglior fortuna. Più semplicemente, è' un articolo nudo e crudo sull'impotenza (a mio stretto e personale avviso) dell'intelletto moderno (intriso di cultura perbenista tipicamente occidentale) di ragionare distaccatamente ed obiettivamente sulle cose.
Sulle faccende tutte umane di noi poveri reietti, disperse tra politica, economia, società ed avidi interessi (a vario titolo, grado ed incidenza) nella gestione delle relazioni umane... nella gestione dell'ambiente circostante (interno ed esterno) rispetto alla propria sfera d'influenza, rispetto alla tanto agognata ricerca, la bramata acquisizione e lo spasmodico mantenimento del controllo... sull'altrui essere e divenire ovvero sull'esercizio del potere fine a se stesso,  da esplodere con estrema invettiva e totale (spesso mirata) arbitrarietà sul prossimo.

Il concetto d'Impotenza sarà il cuore di questo intervento. Un impotenza intellettuale prima ancora che fisica e materiale ma che proprio nei risvolti concreti (materiali e tangibili appunto) esplicita tutta la sua delirante e avvilente forza nichilista, il suo impatto distruttivo sulla speranza in un avvenire utopicamente ideale.

Ricchi, simpatici e per bene... recita il titolo. Una formula che si potrebbe facilmente riproporre in ogni contesto interlocutorio sui massimi sistemi ossia sul perché esistenziale della crisi moderna che gravita attorno alla demolizione del "patto sociale" o all'inevitabile declino del medesimo contratto sociale.

Ricchi perché non ancora allo stremo affamati... anzi ancora gradualmente liberi di esprimere, seppur in modo e maniera grezza, un'opinione di dissenso.
Simpatici perché Trendy. Forzatamente, inconsapevolmente, condizionatamente di tendenza, nei confronti dell'ansiosa, convulsa e frenetica ricerca di approvazione della massa. Conformisticamente fanatici e psicologicamente esaltati nella propria condotta. Etero-indotti e manovrati nella inconsapevole espressione della personale volontà d'onnipotenza. Sostanzialmente indottrinati e programmati all'impersonificazione del minus habens attraverso una vacua (scientemente altrui studiata, individuata e sufficientemente secolarizzata ed istituzionalizzata) interpretazione emulatrice dell'icona di successo del momento.
Per Bene perché rispettosi e mai sopra le righe. Ossequiosi di un deterministico quieto vivere ed in generale delle buone maniere che sole si addicono alla nobiltà di una società oligarchicamente organizzata, gerarchicamente atomizzata e strutturata, in cui ogni soggetto è chiamato a svolgere (puntualmente, impeccabilmente e precisamente) il proprio diligente ruolo: sia esso di classe dirigente, di ceto intermedio operativo, di popolo e massa osservante, di nicchia giovane, fresca e ribelle quale fattore eterno di equilibrio e stabilizzazione in un contesto altrimenti assai oscillatorio ed instabile.

La Matrix della trilogia cinematografica dei fratelli Wachowski riemerge sovente come una cartina di tornasole nell'esegesi storica delle umane contraddizioni.

Troppo ligi nell'esercizio ipocrita della serena acquiescenza... troppo impetuosi e frettolosi nel contrasto sterile ed improduttivo all'assuefazione endemica.

Eccolo qui espresso, nella sua massima frustrazione, il concetto d'Impotenza: la consapevole e tacita realizzazione dell'incapacità strutturale nella trasposizione di un "semplice" messaggio.

E non per mancanza di mezzi intellettuali o di padronanze cognitive o di capacità oratorie... quanto per mancanza sostanziale di Uditorio.

Una vocazione all'ascolto irrimediabilmente persa dalle novelle generazioni come dalle cariatidi delle generazioni precedenti ed antecedenti, in perenne attesa della propria pensione intellettuale ancor prima di quella economico-sociale...

Novelle generazioni volutamente e del tutto sprovviste di volontà cognitive di spessore che inevitabilmente richiedono un profondo sacrificio ed una indiscutibile abnegazione nell'approccio critico alla sintesi delle necessità Moderne. Novelle generazioni confuse: perse, disperse e forse sostanzialmente oppresse e soppresse nei meandri della necessita d'azione vuota ed intangibile, alla perenne ricerca di un immediato quanto vano successo oltretutto concretamente irrealizzabile.

La sintesi d'Impotenza si esprime in questo mare di aspettative infrante... di persone, individui e conflittuali comunità alla deriva della propria esistenza solidale... incapaci d'interpretare un sentimento condiviso, equilibratamente percepito e messo in pratica tanto dal singolo quanto dalla sua congenita aggregazione d'appartenenza, in un ottica istintiva ma altrettanto consapevole di partecipazione dignitosa alla comunità umana... qualsiasi origine essa abbia e qualsiasi cultura essa sia capace di esprimere nel contesto della libera espressione umana.

L'unità nella diversità si esprime appunto nel rispetto, nell'affermazione e nella dignità delle differenze e delle divergenze.

Chi punta all'assoluta omologazione esprime un concetto di supremazia in totale contrasto con il concetto d'unita.

Ed è in ossequio a tale assuefazione assolutistica che il principio d'Impotenza assolve al suo estremo servizio di "rigor mortis" della volontà solidale umana... un estremo Requiem consolatorio di coloro che più nulla si aspettano e per cui più nulla si battono... nella dissoluzione definitiva del concetto di Ovvietà!

Mistificatrice Ovvietà incontrastata... padrona assoluta dei clichè. Capace di ridurre l'immensa personalità umana in gabbie e matrioske infinite nelle quali il ripetersi frattalico dell'esistenza segna un confine implicito alla realizzazione emancipatrice della stessa... costretti nell'eterna ricerca di un perché che in definitiva non esiste!

Con rammarico... ma al tempo stesso con l'eterna speranza di non cedere all'ipocrisia immonda dell'assuefazione... Vi saluto...

Elmoamf

sabato 24 giugno 2017

Inutili Oltranzisti e Fideisti dell'inutile

A mani impari discutiamo dell'ineffabile.
Ma cos'è l'ineffabile se non l'artefice autoindotto delle nostre intime quanto singolari paure?
Parimenti discutiamo amabilmente dell'affabile che si propone con toni assoluti di evidenza.
Ma cos'è quell'affabile se non l'artefice eterodiretto delle nostre intime quanto singolari fobie?

Un doppio Universo di univoche realtà condizionate… condizionanti.
Un mondo entro il quale ci costringiamo inconsapevolmente, mietendo i nostri programmi per il futuro, alla ricerca di un riscatto tanto arduo quanto effimero della nostra perduta esistenza, del profondo e perduto significato dell’esistenza e della vita che intorno ad essa conseguenzialmente si espande o contrae… a seconda della diversa capacità che si è in grado di esprimere o mostrare nel tentativo di governarla.

Can we resolve the past - Lurking jaws joints of time -
The base - to come of age in a dry place -
Holes and caves.

Entrando nella maggiore età attraversando un territorio arido: buchi neri, luoghi oscuri, nicchie e caverne dove nascondere il proprio soffio vitale, celare la propria psiche.

Abbiamo ancora bisogno del passato per crescere?

Abbiamo ancora bisogno del nostro passato per vivere?

O siamo solo cerchi nell’ombra in attesa dell’estrema unzione?

Code di cavallo volteggiano sospese nel tempo intrecciando sospiri infiniti. Sterminate orde di bisonti emigrano verso settentrione ai confini della brulla scogliera. Sfuggono la rovente estate incalzante per approdare in luoghi ancor più impervi.

Il lupo affamato attende, paziente e solitario, sulle alture rocciose, la preda morente, stremata dal viaggio. L’anziano, il più debole e con lui l’anello mancante, di una catena eterna, di rimedi e di colpe, che non hanno un fine od una agognata soluzione… ma vivono di sponde, di stenti, di continuità e di sfumature.

Sferza il viso l’aria gelida della steppa. Mozziconi spenti, calpestati, schiacciati. Stivali sudici, intrisi di fango e sterpaglie. Rifugi occasionali dove trascorrere la notte.

Siamo anime devastate.

Devastati dall’incedere di un’insolente rappresentazione parossistica del bene e del male. Atavica, spregiudicata, cinica e irriconoscibile interpretazione del divenire storico.

Multiforme ed uniforme al tempo stesso.
Conformata intorno al senso unico di concezione dell’evento.

L’evento storico come memento di una consacrazione al falso.

Al ridicolo, al buffo, all’assurdo, al comico… eppure radicalmente solido nelle sue affermazioni, presunzioni, istituzioni, regolamentazioni delle attività sociali.

Azioni e reazioni concrete che si conformano alla dittatura dell’inutile quanto dilettevole... sguardo superiore ed "intercessorio" di coloro che pretendono di possedere l'onniscenza e pertanto si arrogano il potere di determinare e stabilire e ipotizzare ed infine realizzare e fissare l'esistenza in base al loro arrogante ed inderogabile giudizio.

Azioni e reazioni del vacuo quanto promettente libero arbitrio, connaturato in un ginepraio di scelte e libertà che nella sostanza non sono in grado di assumere alcun concreto significato.

Emergenziali viventi, viviamo di speranze vane e superflue, nel dettato di principi che noi stessi abbiamo contribuito ad affossare, rivendicando valori, competenze e virtù che paradossalmente si dimostrano non avere alcun effettivo valore!

Estremi estensori e difensori delle umane genti e della Civiltà Moderna.

Quella Civiltà Moderna del Cui Prodest.

Ossia quei Difensori dello Stato di Diritto... ad intermittenza.
Quei difensori secondo presunta facoltà divinatoria degli stessi eventi... che agiscono unicamente secondo singolare volontà focalizzante delle malefatte.
Difensori, per i quali, lo Stato di Diritto esiste e rimane degno di esser tale unicamente e nella misura in cui questo risponda alle proprie, singole, univoche, singolarmente sempre presunte necessità intellettuali.
"Out here in the perimeter there are no stars… Out here We IS stoned Immaculate"


Elmoamf

sabato 3 giugno 2017

Camminando sull'orlo dell'Eclissi

E' estremamente difficile lasciarsi liberi di andare... e decidere!
E' per questo che dentro di noi siamo profondamente consci che mai saremmo in grado di seguire effettivamente il nostro libero arbitrio.

La Vita è appunto una questione di scelte: alcune estremamente... facili...!

Altre inutilmente...Difficili!

Sarà che le scelte di per se non siano e ne mai saranno estremamente facili ne, altrimenti, assai inutilmente difficili o disperatamente inutili!

Before you slip into unconsciousness 
I'd like to have another kiss 
Another flashing chance at bliss 
Another kiss, another kiss

Il tutto si gioca sullo sfondo... si gioca nello sfondo... ed in ciò che esso sia in grado di veicolare... in ciò che Esso sia in grado di rappresentare, evidenziare, personalizzare... infine evocare, personificare e concretizzare... da quegli stati d'animo complessi, acerbi ed inequivocabilmente infantili che incontrerà sulla propria strada... ed al tempo stesso necessariamente dovrà, gioco forza, rendere maturi ad una guida sicura, integerrima, inequivocabile, univoca, risoluta delle umane genti.

Il tutto si gioca sullo sfondo... sullo sfondo di condizioni anonime, impercepibili, incontestabili... accondiscendenti... eppure silenti... incontrastabili... resilienti...

Il tutto si gioca su di una fragile illusione estremamente concreta,,, vivere per essere o essere per vivere...

Vivere per considerare e non per sopprimere.

Vivere per intendere e non acriticamente offendere.

Vivere per compenetrare e non annientare la propria come l'altrui esistenza.

Vivere e sopravvivere senza nulla chiedere o pretendere.

Vivere e comprendere!

Elmoamf

The Lord and The White Blind Light

Your home is still here, inviolate and certain.
Thank you, oh Lord, for the white blind light.

Jumped, humped, born to suffer.
Made to undress, in the wilderness.
Our love so found a safe niche
Where we can store up riches and talk to our fellows,
In the same premise of disaster.


Let me tell you about heartache and the loss of God,
wandering, wandering a hopeless night.
Moonshine night, mountain village insane in the woods,
in the deep trees, in the deep trees, in the deep trees.

Your home is still here, inviolate and certain.
Oh, I want to be there, I want us to be there,
oh I want to be there, beside the lake, beneath the moon,
Cool and swollen, dripping its hot liquor.
I want to be there.

Thank you, Lord, for the white blind light.

A city rises from the sea.

Let me tell you about heartache and the loss of God,
Wandering, wandering a hopeless night.
Let me show you the maiden with wrought iron soul.
Out here in the perimeter there are no stars.
Out here we're stoned.
Immaculate.

...
...
...

E' curioso come certe frasi ti rimangano impresse a fuoco nella mente e come queste siano irrimediabilmente collegate ad altre delle quali eri totalmente all'oscuro o più correttamente eri all'oscuro della loro sottostante, intima connessione.

"Born to suffer. Made to undress, in the wilderness."

Sofferenti, Nudi, Disarmati, Persi nella Giungla del Deserto... questo il nostro approccio alla nascita, crudo e istintivo, nei confronti dell'esistenza... Terrena!

La Vita ci accoglie e ci acclama eppure Noi restiamo diffidenti, guardinghi, riluttanti nell'accoglierla, nel comprenderla, nell'accettarla.

"Wandering, wandering a hopeless night."

Vagando sperduti, nella speranza e nell'oblio, in una notte senza rimorso, senza rumore, senza Dio.
Lasciare che si mostri, al di là del perimetro, di quel perimetro oscuro della legge, fuori dalle stelle, in un cielo notturno immacolato... l'animo fermo di quella damigella in Pietra,  levigata in ferro battuto...

"Your home is still here, inviolate and certain"

Il nostro rifugio, la nostra casa, il nostro nido, la nostra dimora, il nostro ricovero, il nostro nascondiglio, la nostra tana, il nostro familiare asilo... è ancora lì... certo, inviolato, incorrotto, sicuro... irraggiungibile...

"I want to be there, I want us to be there...dripping its hot liquor..."

Vorrei ritrovarmi Lì... Vorrei che tutti Noi ci ritrovassimo Lì... Assaporando dolci, soavi, flemmatiche gocce inebrianti di incoscienza... di primordiale coscienza e conoscenza... di compenetrazione totale e risolutiva dell'esistenza...

"Wandering, wandering a hopeless night."

Vagando sperduti in questa notte senza speranza!

E' curioso come certe frasi rimangano a lungo impresse indelebili nella memoria... fragili come porcellana o cristalli di ghiaccio ma al tempo stesso resistenti come cuoio e prismi di diamante.


Potremmo pianificare un'ennesimo, perfido, esclusivo ed astuto piano infernale o dare inizio ad una nuova idea comune del viver sociale...
Potremmo tutti stare dalla stessa parte o resistere escludendo chi da quella parte non ci vuol stare...
Potremmo interpretare la Vita come l'ennesimo affare oppure optare per la più difficile scelta... quella del dare senza nulla aspettarsi in cambio ... per solo ed esclusivo... genitivo... senso di Riconoscenza, Appartenenza, Speranza, Esistenza... Affermazione della propria indivisibile Unicità!

Elmoamf

giovedì 25 maggio 2017

Quel sacrosanto o malizioso compendio dell'Horror


No... non sono onnisciente!
A differenza di quanti credono il contrario... No non sono affatto Onnisciente!

Ho i miei sacrosanti Limiti, gli stessi limiti dell'Horror:

  • per quanto possa terrorizzare non sarà mai letale
  • per quanto possa lasciar spiazzati e col fiato sospeso non sarà mai cruciale
  • per quanto possa tener nel dubbio e sollevare un mistero non sarà mai e poi mai definitivamente esiziale
Eccovi servito il compendio dell'Horror... quell'horror che quotidianamente viviamo nella nostra banale e retorica esistenza, in tutt'altre faccende affaccendati.

Quello status quo della nonchalance ove la routine è scandita da ben oliati meccanismi di pensiero e azione. Automatismi emozionali e razionali che svolgono l'istintiva e necessaria funzione della sopravvivenza umana... alla barbarie umanamente organizzata, pianificata e controllata.

Dentellature perfette in un sofisticato ingranaggio: essenziali nel tutto, inutili nel complesso!
Inutili perché uguali a milioni, miliardi di altre e quindi impercettibilmente sostituibili... Essenziali perché vitali allo svolgersi/evolversi di quell'ingranaggio pachidermico che si regge unicamente sulla fiducia delle pulci nella tenuta del pelo del proprio ospite.

Parassiti operosi costretti ogni giorno ad ingegnarsi per non soccombere.
Per non cedere alle nevrosi, ai colpi del destino avverso, alle sferzate di un mondo ingiusto, alla compassionevole velleità degli stolti come alla spregiudicata spavalderia degli avidi e ignoranti.

Spocchiosamente ruffiani, accondiscendenti o superbi rispetto ai nostri padroni, accoliti o inservienti.
Tristemente infami nel agire o reagire... fottuti dal "sistema".

Sconfitti nell'anima di un'anima confusa, annichilita, smarrita.
Sconfitti nel cuore di un cuore spezzato, sanguinante, in cancrena.
Sconfitti nella mente di una mente corrotta, oscura, condotta alla follia.

Eccovi servito il compendio dell'Horror,,, nella banalità del male perpetrata dall'Idiota morale!

Elmoamf

venerdì 19 maggio 2017

An angel kissing in the spring



Fantasmi si affollano attorno alla fragile mente del ragazzo informe... dal guscio infantile Egli si affaccia al tentativo di emancipazione adulta... compiutamente sensoriale...

Sperimenta l'Essere... e il Non Essere... compiutamente incompiuto!

Fantasmi si affollano tutt'attorno... e dagli spalti gridano, incitano, il "germente" seme nel proliferare le personali e recondite ansie... affinché nell'animo covi quella inspiegabile fobia, quella follia incontrollabile capace di condizionare l'Essere e il Non Essere... compiutamente surreale.

Fantasmi gravitano intorno al cavaliere impavido che affronta il proprio destino... oscuro... controverso... incerto... ambiguo... minandone il coraggio e la solidità d'impegno nella propria missione... minandone le sponde, l'incedere e la fermezza di decisione!

Fantasmi si aggirano perversi, rapaci e sciacalli sopra le ns certezze... incutendo timore, remissione, sottomissione...

Fantasmi senza un preciso Nome, Omen Nomen, disperdono le energie, comprimono le identità, distruggono gli estremi tentativi di resurrezione...

Fantasmi Noi siamo che aleggiano come Avvoltoi sul corpo inerte delle ns stesse carcasse.

Fantasmi di Noi stessi e di una vita vissuta solo ed unicamente per intercessione di un potere considerato più grande... Onnipotente... Onnipresente... Obnubilante!

Fantasmi... ci raccogliamo, in miseri e anonimi e presunti e scoordinati ed isolati gruppi per raccogliere le idee e tentare di riedificare un mondo che non è più a ns immagine e somiglianza!

Fantasmi... all'alba di una nuova Partenza.


Elmoamf