mercoledì 6 settembre 2017

La vita non si muove se non di un passo... se non di un passo sbaLiato!

Chissà perché in ogni mio scritto... pessimisticamente intimo, cosmico ed universale... alla fine si sia sempre stato in grado di cedere ad una inverosimile quanto irragionevole speranza esistenziale?

Me lo sono chiesto ripetutamente... fornendomi invariabilmente una risposta il più delle volte consolatoria o giustificazionista.

Ossia quella risposta che permette invariabilmente il necessario supplemento d'indagine nell'analisi... introspettiva... e che fa sì che ogni conclusione non sia definitiva ma risulti essere per antonomasia l'inizio inevitabile e recondito di una nuova Via...

Quella che siamo chiamati ad interpretare, nella naturalezza ingenua della sincerità... rivoluzionaria...che sperabilmente saremo disposti ad accettare...

Ogni qual volta il destino ci porrà di fronte ed a confronto con e contro una reprimenda realtà che non siamo o saremo... mai disposti in alcun modo ad accondiscendere!


Elmoamf

Dal Tramonto del Bipolarismo all'Alba di un nuovo Multipolarismo

E' tempo di bilanci per i fratelli minori della governance internazionale.
Il nono vertice dei Brics, tenutosi quest'anno a Xiamen in Cina, si è appena concluso e pare sia stato un vero successo.

Peccato che l'argomento non interessi più di tanto l'opinione pubblica italiana, come nota chiaramente Tatiana Santi (giornalista madrelingua italo-russa del sito d'informazione geopolitica Sputnik) in un'incisivo articolo-intervista redatto sul tema e recentemente pubblicato: 


L'opinione pubblica mediata dalle grandi testate giornalistiche s'intende naturalmente, troppo impegnate in dibattiti sofistici su problematiche esclusivamente interne e necessariamente di poco costrutto per essere capaci ed in grado di "valorizzare" questioni estere ritenute (evidentemente a torto) di scarso peso.

Nel mentre, l'opinione pubblica popolare nostrana (meno sofisticata e più diretta) delle piazze ex contadine ed operaie, delle strade della ex classe media, dei vicoli di quartiere e dei sobborghi metropolitani degli emergenti precari del terzo millennio... è certamente ancor più occupata in dilemmi di sopravvivenza e di sostanza più pressanti ed immediati, frutto per lo più indigesto di un governo del "mondo" acritico, cinico ed unidirezionale, imposto dal declino e declinare del precedente ordine internazionale, quello che ha dominato gran parte della seconda meta del secolo scorso (il modello bipolare) e che ha condotto (una volta maturata e raggiunta la propria consunzione) ad un fragile ed evanescente predominio dell'unipolare "Washington Consensus".

Nell'articolo-intervista su citato, la giornalista esorta il suo solerte interlocutore (Filippo Bovo, direttore editoriale del giornale "L'Opinione pubblica") ad esprimere le proprie opinioni e conclusioni sugli scenari che l'ormai affermata organizzazione dei Brics (paesi non più e non solo economicamente emergenti ma sempre più ed anche politicamente influenti e determinanti nello scacchiere dei delicatissimi equilibri globali)... pone irrimediabilmente in essere.

Il primo aspetto che Bovo sottolinea con enfasi è quindi e decisamente la definitiva capacità del Brics di attrarre e costruire un nuovo "Consensus". Uno dei risultati fondamentali dell'ultimo vertice è stato infatti il coinvolgimento (attivo) di diversi altri attori del panorama internazionale, in particolare quello del Messico che, insieme all'Indonesia (altro esponente del Mint) ed alla Thailandia, sono stati interessati e responsabilizzati nell'auspicata prospettiva di un allargamento concreto del gruppo di lavoro denominato (ufficialmente ?!?) "Brics Plus".

Non di minore importanza e rilevanza è stato poi il ruolo che il nuovo soggetto finanziario, studiato per il "Credito e lo Sviluppo" di un rinnovato ed alternativo assetto internazionale, creato nel 2014 ed operativo dal 2016, la New Development Bank ha svolto nel solco di un diverso e più "fresco" approccio nell'accrescimento dell'impegno della comunità internazionale rispetto alla necessità di una maggiore condivisione di obiettivi e risultati tra tutti gli interpreti (protagonisti e non... commedianti, simulatori, antagonisti,  affabulatori, saggi o filosofi o semplici comparse) dello scenario esistenziale.

Ed ancora... la volontà e la capacità di operare a livello "indipendente" ed in "partnership" su progetti condivisi di ampia scala: bilaterali e multipolari. La "naturalità" nel gestire propri e determinati rapporti commerciali in una diversa valuta condivisa e non più univocamente legata al dogma sino ad ora indiscusso del dollaro.

In ultimo ed infine... ma ancor più rilevante rispetto ad ogni altra effettiva prospettiva di sola ed esclusiva marginalità economico-sociale, il "pesante" ruolo politicamente fondamentale che la nuova aggregazione va ritagliandosi sempre più "silenziosamente" sullo sfondo di una società globale profondamente in crisi d'identità.

Una società globale, quella disegnata ed architettata dalla vulgata del "Washington Consensus" votata più all'affermazione di un vuoto e massificante iper-individualismo spersonalizzante ed autodistruttivo ad uso e consumo delle grandi Aziende-Corporation multinazionali che sembra essere in netto contrasto con la visione particolarmente identitaria e culturalmente radicata che l'emergente aggregazione del Brics-Plus sembra abbia intenzione di voler affermare nel rispetto delle proprie ed altrui identità sociali, politiche, economiche e soprattutto storico-culturali.

La battaglia per la nascita di un inedito paradigma geo-esistenziale è appena agli inizi.

Sarà dura come la guerra che stiamo tutt'ora combattendo... tra ridicoli richiami ad istintive ritorsioni nucleari capaci di lasciar dietro di se solo fumo e definitivi epitaffi seppelliti sotto un cumulo di macerie... e più ponderate valutazioni di bieco, spietato e sprezzante interesse troppo spesso confuso con salutare e sicuro benessere comune.

Non esiste salutare e sicuro benessere comune se e quando ogni identità e valore debba essere sacrificato sull'altare di una presunta pace... altrui ventilata, paventata e condizionatamente imposta.

Non esiste pace senza una libera e sana affermazione della propria identità nel rispetto dell'identità altrui. Fattore che implica una inevitabile e mutua presa di coscienza dell'altro, dei propri ed altrui confini rispetto alle proprie ed altrui libertà.

Una presa di coscienza, sicura ed inviolabile, della propria storia ed appartenenza, a se stessi come alla propria comunità di provenienza che non preclude od esclude nessuna mobilità ma al tempo stesso non permette o cede nei confronti di alcuna profanazione, violenza o negazione della propria, unica ed intima "tradizione"!

Un saluto.

Elmoamf

domenica 3 settembre 2017

Bozze

Bozze...

Sono solo bozze che tanto non ci legge nessuno.

Plurale Maiestatis, pardonne-moi... my friends...non te entiendo...друг...

E si!

Ho lasciato fuori i Cinesi... ... e gran parte degli aventi diritto al banchetto dei "consueti e consuetudinari" dodici apostoli o rappresentanti delle umane genti... ... così come la vulgata della Civiltà Moderna ci spinge (indefettibilmente) a "credere".

Che la vulgata tragga banale e rozza origine dalla Tradizione?

Certo che sì... altrimenti non si difetterebbe nell'apostrofarla sarcasticamente attraverso quel termine che l'utile idiota è portato ad accettare come quell'unica e somma espressione del sacrosanto, libero ed intellettualmente emancipato arbitrio. Il divenire storico per antonomasia delle Umane Genti... altrimenti... tristemente ed inesorabilmente... mediocremente decadenti... auto-implodenti!

Bozze... sono solo bozze... di cambiamento... nell'assetto e nell'approccio...

Da oggi... ossia da Ieri... mi pongo come nuovo obiettivo una più sana Lettura degli avvenimenti... per come ho o avrò la capacità di esporli e per come sarò o saremo in grado criticamente  e consapevolmente d'interpretarli... focalizzando l'attenzione maggiormente sull'aspetto geopolitico del divenire storico... piuttosto che limitandolo alla sola e piuttosto fragile... introspezione filosofico-sociologico-politico-economica-intellettuale (evidentemente ed esclusivamente) individuale.

Solo ora ne riconosco il limite dell'analisi. Nella rispettiva e retrospettiva chiusura intimista... che la portata del dogma NeoLiberista dominante porta invariabilmente con se.

Una riflessione filosofico-sociologico-politico-economica-intellettuale non può e non deve esaurirsi in una introspezione ma deve indubbiamente trovare la forza, la capacità ed il coraggio d'intraprendere una via più ardua ed impervia: quella che da sempre vado predicando senza, evidentemente, troppa e necessaria convinzione: la via della Condivisione!

Quale maggior sfida allora se non l'approccio Geopolitico che indubbiamente affascina ed annichilisce al tempo stesso l'umano pensiero?

Siamo esseri... individui... umani e forse non solo... in un contesto non certamente e limitatamente universale... quanto diversamente al cospetto di un indiscusso ed infinito spazio-temporale.

I nostri confini sono tanto netti quanto indefinibilmente sfumanti!

Ed è per Questo che indissolubilmente abbiam bisogno di un'Identità riconosciuta, riconoscibile ed affermata... altrimenti rischieremo solo ed unicamente di rimaner preda e vittima del predatore di turno... sia Esso umano o d'Altrove... come un tempo s'asseriva d'Oltremare...

La nostra legittima dignità si afferma e si respira nel riconoscimento dell'identità altrui... che nulla esclude e nulla sottovaluta e quindi nulla sopravvaluta e nulla da' volgarmente ossia inutilmente e superficialmente per scontato.

La nostra dignità si afferma nella Costituzione che forma, forgia, edifica e costituisce appunto un popolo: la sua genesi, la sua evoluzione, la sua estinzione!

Solo nel solco di una radice... che sia in grado di conservare intatta la sua matrice anche nel crepuscolo inevitabile della sua materiale esistenza... sarà possibile trasmettere tutta... la sola ed unica... verità di Conoscenza!

Una Verità che non sia o finisca volgarmente per essere scadente ed insignificante vittima di mediocri questioni di prospettive...

Che la Verità non debba mai più ridursi ad essere... una Volgarissima questione di Prospettive!

L'Alba di un nuovo giorno ci aspetta...

Incamminiamoci.

Elmoamf

venerdì 25 agosto 2017

Non esistono soluzioni immediate... solo interventisti du kz!

Vi siete mai chiesti quando il Fascismo ha intrapreso la sua parabola discendente?
Quella che portò Mussolini all'alba del 25 luglio del 1943?
Si?

Vediamo, allora, di considerare qualche data e qualche evento.
L'invasione del corno d'Africa nel '35?
L'alleanza stretta o meglio la stretta alleanza con il nazismo nel '36?
Le leggi razziali nel '38?
L'entrata effettiva in guerra nel '40?

Snodi indubbiamente cruciali nell'evolversi storico del fenomeno o meglio nell'involuzione archetipica di un movimento politico che trae e trasse le sue origini dalle migliori intenzioni e motivazioni sociali e civili e finisce e fini per perdersi, arrendersi ed esplodere (implodere) vittima dei peggiori istinti, opportunismi e interessi predatori individuali e personali.

Peccato che la Storia stessa non si possa ridurre in spiccioli di immediata traduzione, esposizione e comprensione.
La Storia non è un affresco elementare, inequivocabilmente dominato da tinte bianche e nere, indelebilmente separate e distinte, divise da chiare linee di confine e demarcazione, capaci di qualificare, quantificare e scolpire indissolubilmente nella memoria l'intrinseco limite tra il bene ed il male.

La Storia, ahimè, è assai più grigia e opaca, intrisa di sfumature di significato.

E così la discesa del Fascismo non può essere ricondotta ad una data o ad un avvenimento in particolare quanto più coerentemente può incardinarsi in una concatenazione di eventi nell'evolversi dei quali le scelte (coerenti o incoerenti, lucide o incoscienti, libere o pressanti, autonome o coercitive) personali... determinanti sul divenire non solo individuale ma ancor più sociale (rispetto alla carica o al ruolo nella e per la Storia rivestito) si siano rivelate distruttrici di quello stesso assetto fondamentale sul quale si erano costruiti tutti i propri ed "universali" equilibri.

Tanto interni quanto esterni: tra Nazione e Stato, Stato e Continente, Continente e Globo!

Il crollo del Fascismo fu il frutto di decisioni scellerate, organicamente maturate ed espresse in un contesto umano in cui deliberatamente si era scelto d'intraprendere (in nome e per conto non solo proprio ma di tutta una comunità - la Patria o Nazione  - che si aveva l'ardire o il pregio di rappresentare) una strada facile piuttosto che tortuosa... quella strada obbligata non dal dovere ma dal potere!

Quella sottile differenza tra ciò che è necessario per il proprio popolo e ciò che è necessario per la propria istintiva ed egoistica sopravvivenza.

Quella sottile linea d'ombra tra l'impeto (l'imperio materiale) e la saggezza (la trascendenza superiore), tra l'essere o l'avere, tra il possedere ed il condividere... quella tenue, flebile, instabile e a volte effimera linea che si frappone appunto tra il così detto Bene ed il così tanto vituperato Male... di atavica od esclusivamente umana, intelligibile comprensione.

Noi siamo ciò su cui manteniamo il silenzio ovvero misere gocce di rugiada cristallizzate dal vento.

Siamo Uomini o Caporali, senza mezzi termini, incapaci effettivamente d'essere quel che naturalmente potremmo riconoscere di essere, liberi da ulteriori inibizioni: creature umane fragili e vulnerabili in perenne conflitto con se stessi e con il destino... vittime di quel tanto osannato libero arbitrio capace infine di elargire solo irrimediabile e biasimevole cruccio al tanto lodato ed acclamato prossimo...

In cosa abbiamo allora fallito?
In cosa il Fascismo ha fallito?
In cosa il sanificatore di turno si ostina a fallire?

Nel Dogma inutile dell'intolleranza. Nel Dogma inutile della fallacia di ogni presunta superiorità o avversità dell'essere contro l'essere. Nel Dogma inutile della primazia dell'eletto consapevole rispetto al gregge mansueto e riconoscente o coatto e magnificante. Nel Dogma inutile del possesso fine a se stesso... sia esso dell'esistenza materiale, secolarizzata... sia esso della trascendenza metafisica e sublimata.

Ovunque si possa cedere acriticamente ad un Dogma... si rischia di cedere ad un fondamentalismo ortodosso inequivocabilmente eterodiretto ossia diretto e condizionato da altrui volontà che non necessariamente rispecchiano i voleri, i fondamenti ed i principi che si vorrebbero in sostanza condividere... quanto i voleri, i fondamenti ed i principi espressi da una minoranza che li vorrebbe imporre...

Quale sana via d'uscita allora percorrere?

Quella imposta dalla massa? Dal potere vigente? Dal conformismo altalenante? Dall'intransigenza irrequieta e ribelle? Dall'assuefazione ossequiosa ed al tempo... causticamente irriverente?

Quale sana via d'uscita?

Al tempo delle grandi controversie del secolo scorso... le soluzioni furono essenzialmente due: O Guerra O Dissoluzione!

Due facce della stessa medaglia che furono inequivocabilmente e suggestivamente applicate... spedendo nell'oblio delle memoria milioni di anime perse nelle macerie della Storia...

Quella Storia che ahimé si ripete in tutte le sue sfumature e sfaccettature.

Il Fascismo non cadde per caso... cercò sistematicamente la propria caduta nella ricerca fallace di soluzioni immediate a problemi du kz... affrontati indissolubilmente con l'arma di un interventismo du kz... la stessa che ha distanza di quasi un secolo... interpreti ancor più du kz (neanche lontani parenti di Statisti con la S maiuscola che almeno mostrarono, nel bene e nel male, la loro tentata devozione al popolo) stanno usando per detronizzare efficacemente ogni residua volontà e sovranità popolare... vergata nel solco di una sofferente ricerca, condivisione e gestione sapiente e sapienziale del potere.

La libertà evidentemente non ci appartiene... è soggetta ad un indiscusso e registrato @copyright!

Elmoamf


domenica 30 luglio 2017

Ricchi, simpatici e per bene...

La notte della Repubblica che non si fa mattino... non è una chiosa ad una poesia, auspicante (implicitamente) una miglior fortuna. Più semplicemente, è' un articolo nudo e crudo sull'impotenza (a mio stretto e personale avviso) dell'intelletto moderno (intriso di cultura perbenista tipicamente occidentale) di ragionare distaccatamente ed obiettivamente sulle cose.
Sulle faccende tutte umane di noi poveri reietti, disperse tra politica, economia, società ed avidi interessi (a vario titolo, grado ed incidenza) nella gestione delle relazioni umane... nella gestione dell'ambiente circostante (interno ed esterno) rispetto alla propria sfera d'influenza, rispetto alla tanto agognata ricerca, la bramata acquisizione e lo spasmodico mantenimento del controllo... sull'altrui essere e divenire ovvero sull'esercizio del potere fine a se stesso,  da esplodere con estrema invettiva e totale (spesso mirata) arbitrarietà sul prossimo.

Il concetto d'Impotenza sarà il cuore di questo intervento. Un impotenza intellettuale prima ancora che fisica e materiale ma che proprio nei risvolti concreti (materiali e tangibili appunto) esplicita tutta la sua delirante e avvilente forza nichilista, il suo impatto distruttivo sulla speranza in un avvenire utopicamente ideale.

Ricchi, simpatici e per bene... recita il titolo. Una formula che si potrebbe facilmente riproporre in ogni contesto interlocutorio sui massimi sistemi ossia sul perché esistenziale della crisi moderna che gravita attorno alla demolizione del "patto sociale" o all'inevitabile declino del medesimo contratto sociale.

Ricchi perché non ancora allo stremo affamati... anzi ancora gradualmente liberi di esprimere, seppur in modo e maniera grezza, un'opinione di dissenso.
Simpatici perché Trendy. Forzatamente, inconsapevolmente, condizionatamente di tendenza, nei confronti dell'ansiosa, convulsa e frenetica ricerca di approvazione della massa. Conformisticamente fanatici e psicologicamente esaltati nella propria condotta. Etero-indotti e manovrati nella inconsapevole espressione della personale volontà d'onnipotenza. Sostanzialmente indottrinati e programmati all'impersonificazione del minus habens attraverso una vacua (scientemente altrui studiata, individuata e sufficientemente secolarizzata ed istituzionalizzata) interpretazione emulatrice dell'icona di successo del momento.
Per Bene perché rispettosi e mai sopra le righe. Ossequiosi di un deterministico quieto vivere ed in generale delle buone maniere che sole si addicono alla nobiltà di una società oligarchicamente organizzata, gerarchicamente atomizzata e strutturata, in cui ogni soggetto è chiamato a svolgere (puntualmente, impeccabilmente e precisamente) il proprio diligente ruolo: sia esso di classe dirigente, di ceto intermedio operativo, di popolo e massa osservante, di nicchia giovane, fresca e ribelle quale fattore eterno di equilibrio e stabilizzazione in un contesto altrimenti assai oscillatorio ed instabile.

La Matrix della trilogia cinematografica dei fratelli Wachowski riemerge sovente come una cartina di tornasole nell'esegesi storica delle umane contraddizioni.

Troppo ligi nell'esercizio ipocrita della serena acquiescenza... troppo impetuosi e frettolosi nel contrasto sterile ed improduttivo all'assuefazione endemica.

Eccolo qui espresso, nella sua massima frustrazione, il concetto d'Impotenza: la consapevole e tacita realizzazione dell'incapacità strutturale nella trasposizione di un "semplice" messaggio.

E non per mancanza di mezzi intellettuali o di padronanze cognitive o di capacità oratorie... quanto per mancanza sostanziale di Uditorio.

Una vocazione all'ascolto irrimediabilmente persa dalle novelle generazioni come dalle cariatidi delle generazioni precedenti ed antecedenti, in perenne attesa della propria pensione intellettuale ancor prima di quella economico-sociale...

Novelle generazioni volutamente e del tutto sprovviste di volontà cognitive di spessore che inevitabilmente richiedono un profondo sacrificio ed una indiscutibile abnegazione nell'approccio critico alla sintesi delle necessità Moderne. Novelle generazioni confuse: perse, disperse e forse sostanzialmente oppresse e soppresse nei meandri della necessita d'azione vuota ed intangibile, alla perenne ricerca di un immediato quanto vano successo oltretutto concretamente irrealizzabile.

La sintesi d'Impotenza si esprime in questo mare di aspettative infrante... di persone, individui e conflittuali comunità alla deriva della propria esistenza solidale... incapaci d'interpretare un sentimento condiviso, equilibratamente percepito e messo in pratica tanto dal singolo quanto dalla sua congenita aggregazione d'appartenenza, in un ottica istintiva ma altrettanto consapevole di partecipazione dignitosa alla comunità umana... qualsiasi origine essa abbia e qualsiasi cultura essa sia capace di esprimere nel contesto della libera espressione umana.

L'unità nella diversità si esprime appunto nel rispetto, nell'affermazione e nella dignità delle differenze e delle divergenze.

Chi punta all'assoluta omologazione esprime un concetto di supremazia in totale contrasto con il concetto d'unita.

Ed è in ossequio a tale assuefazione assolutistica che il principio d'Impotenza assolve al suo estremo servizio di "rigor mortis" della volontà solidale umana... un estremo Requiem consolatorio di coloro che più nulla si aspettano e per cui più nulla si battono... nella dissoluzione definitiva del concetto di Ovvietà!

Mistificatrice Ovvietà incontrastata... padrona assoluta dei clichè. Capace di ridurre l'immensa personalità umana in gabbie e matrioske infinite nelle quali il ripetersi frattalico dell'esistenza segna un confine implicito alla realizzazione emancipatrice della stessa... costretti nell'eterna ricerca di un perché che in definitiva non esiste!

Con rammarico... ma al tempo stesso con l'eterna speranza di non cedere all'ipocrisia immonda dell'assuefazione... Vi saluto...

Elmoamf

sabato 24 giugno 2017

Inutili Oltranzisti e Fideisti dell'inutile

A mani impari discutiamo dell'ineffabile.
Ma cos'è l'ineffabile se non l'artefice autoindotto delle nostre intime quanto singolari paure?
Parimenti discutiamo amabilmente dell'affabile che si propone con toni assoluti di evidenza.
Ma cos'è quell'affabile se non l'artefice eterodiretto delle nostre intime quanto singolari fobie?

Un doppio Universo di univoche realtà condizionate… condizionanti.
Un mondo entro il quale ci costringiamo inconsapevolmente, mietendo i nostri programmi per il futuro, alla ricerca di un riscatto tanto arduo quanto effimero della nostra perduta esistenza, del profondo e perduto significato dell’esistenza e della vita che intorno ad essa conseguenzialmente si espande o contrae… a seconda della diversa capacità che si è in grado di esprimere o mostrare nel tentativo di governarla.

Can we resolve the past - Lurking jaws joints of time -
The base - to come of age in a dry place -
Holes and caves.

Entrando nella maggiore età attraversando un territorio arido: buchi neri, luoghi oscuri, nicchie e caverne dove nascondere il proprio soffio vitale, celare la propria psiche.

Abbiamo ancora bisogno del passato per crescere?

Abbiamo ancora bisogno del nostro passato per vivere?

O siamo solo cerchi nell’ombra in attesa dell’estrema unzione?

Code di cavallo volteggiano sospese nel tempo intrecciando sospiri infiniti. Sterminate orde di bisonti emigrano verso settentrione ai confini della brulla scogliera. Sfuggono la rovente estate incalzante per approdare in luoghi ancor più impervi.

Il lupo affamato attende, paziente e solitario, sulle alture rocciose, la preda morente, stremata dal viaggio. L’anziano, il più debole e con lui l’anello mancante, di una catena eterna, di rimedi e di colpe, che non hanno un fine od una agognata soluzione… ma vivono di sponde, di stenti, di continuità e di sfumature.

Sferza il viso l’aria gelida della steppa. Mozziconi spenti, calpestati, schiacciati. Stivali sudici, intrisi di fango e sterpaglie. Rifugi occasionali dove trascorrere la notte.

Siamo anime devastate.

Devastati dall’incedere di un’insolente rappresentazione parossistica del bene e del male. Atavica, spregiudicata, cinica e irriconoscibile interpretazione del divenire storico.

Multiforme ed uniforme al tempo stesso.
Conformata intorno al senso unico di concezione dell’evento.

L’evento storico come memento di una consacrazione al falso.

Al ridicolo, al buffo, all’assurdo, al comico… eppure radicalmente solido nelle sue affermazioni, presunzioni, istituzioni, regolamentazioni delle attività sociali.

Azioni e reazioni concrete che si conformano alla dittatura dell’inutile quanto dilettevole... sguardo superiore ed "intercessorio" di coloro che pretendono di possedere l'onniscenza e pertanto si arrogano il potere di determinare e stabilire e ipotizzare ed infine realizzare e fissare l'esistenza in base al loro arrogante ed inderogabile giudizio.

Azioni e reazioni del vacuo quanto promettente libero arbitrio, connaturato in un ginepraio di scelte e libertà che nella sostanza non sono in grado di assumere alcun concreto significato.

Emergenziali viventi, viviamo di speranze vane e superflue, nel dettato di principi che noi stessi abbiamo contribuito ad affossare, rivendicando valori, competenze e virtù che paradossalmente si dimostrano non avere alcun effettivo valore!

Estremi estensori e difensori delle umane genti e della Civiltà Moderna.

Quella Civiltà Moderna del Cui Prodest.

Ossia quei Difensori dello Stato di Diritto... ad intermittenza.
Quei difensori secondo presunta facoltà divinatoria degli stessi eventi... che agiscono unicamente secondo singolare volontà focalizzante delle malefatte.
Difensori, per i quali, lo Stato di Diritto esiste e rimane degno di esser tale unicamente e nella misura in cui questo risponda alle proprie, singole, univoche, singolarmente sempre presunte necessità intellettuali.
"Out here in the perimeter there are no stars… Out here We IS stoned Immaculate"


Elmoamf

sabato 3 giugno 2017

Camminando sull'orlo dell'Eclissi

E' estremamente difficile lasciarsi liberi di andare... e decidere!
E' per questo che dentro di noi siamo profondamente consci che mai saremmo in grado di seguire effettivamente il nostro libero arbitrio.

La Vita è appunto una questione di scelte: alcune estremamente... facili...!

Altre inutilmente...Difficili!

Sarà che le scelte di per se non siano e ne mai saranno estremamente facili ne, altrimenti, assai inutilmente difficili o disperatamente inutili!

Before you slip into unconsciousness 
I'd like to have another kiss 
Another flashing chance at bliss 
Another kiss, another kiss

Il tutto si gioca sullo sfondo... si gioca nello sfondo... ed in ciò che esso sia in grado di veicolare... in ciò che Esso sia in grado di rappresentare, evidenziare, personalizzare... infine evocare, personificare e concretizzare... da quegli stati d'animo complessi, acerbi ed inequivocabilmente infantili che incontrerà sulla propria strada... ed al tempo stesso necessariamente dovrà, gioco forza, rendere maturi ad una guida sicura, integerrima, inequivocabile, univoca, risoluta delle umane genti.

Il tutto si gioca sullo sfondo... sullo sfondo di condizioni anonime, impercepibili, incontestabili... accondiscendenti... eppure silenti... incontrastabili... resilienti...

Il tutto si gioca su di una fragile illusione estremamente concreta,,, vivere per essere o essere per vivere...

Vivere per considerare e non per sopprimere.

Vivere per intendere e non acriticamente offendere.

Vivere per compenetrare e non annientare la propria come l'altrui esistenza.

Vivere e sopravvivere senza nulla chiedere o pretendere.

Vivere e comprendere!

Elmoamf