martedì 25 aprile 2017

Eutanasia di un Pensiero

Quando muore un pensiero?
Quando infine si esaurisce la volontà di esprimerlo!

Perché muore un pensiero?
Perché infine si esaurisce il desiderio di condividerlo!

Dove muore un pensiero?
Dove infine si esaurisce la fiducia in chi dovrebbe ascoltarlo!

Come muore un pensiero?
Come lentamente si abbandona alla deriva quel destino cui nessuno presta più attenzione!

Piccoli, inesorabili passi verso l'oblio.

E’ giunta mezzanotte
si spengono i rumori
si spegne anche l’insegna
di quell’ultimo caffè
Le strade son deserte
deserte e silenziose
un’ultima carrozza cigolando se ne va.
Il fiume corre lento
frusciando sotto i ponti
La luna splende in cielo
dorme tutta la città
Solo va
un uomo in frack.
Ha il cilindro per cappello
due diamanti per gemelli
Un bastone di cristallo
la gardenia nell’occhiello
E sul candido gilet
Un papillon, un papillon di seta blu.
Bon nuit bon nuit bon nuit bon nuit
buona notte
Va dicendo ad ogni cosa
ai fanali illuminati
Ad un gatto innammorato
che randagio se ne va.
E’ giunta ormai l’aurora
si spengono i fanali
Si spegne a poco a poco tutta quanta la città
La luna si è incantata
sorpresa e impallidita
Pian piano scolorandosi nel cielo sparirà.
Sbadiglia una finestra
sul fiume silenzioso
E nella luce bianca galleggiando se ne va
Un cilindro
un fiore e un frack.
Galleggiando dolcemente e lasciandosi cullare
Se ne scende lentamente
sotto i ponti verso il mare
Verso il mare se ne va
Chi mai sarà, chi mai sarà
quell’uomo in frack.
Adieu adieu adieu adieu, addio al mondo
Ai ricordi del passato
Ad un sogno mai sognato
Ad un attimo d’amore che mai più ritornerà.

martedì 3 gennaio 2017

Quelle inutili sfumature di significato... sulle iniquità del potere e della ingenua libertà

Ecco!
Gaber era un uomo libero!
O meglio, un pensatore libero dell'ideale umano!



Strafottente, ironico, pungente, satirico... quanto efficacemente concreto nelle sue analisi di scherno della realtà,

Tanto eloquentemente persuasivo da risultare tremendamente iconico ed arbitrario nelle sue personali, irriverenti e canzonatorie composizioni... rispetto ad una realtà caparbiamente perversa e reazionaria... visceralmente capace (in se stessa) di superare ogni limite del sublime intendere...... dal quieto viver socialmente e conformisticamente stabilito, al rivoluzionario e instabile malessere che di necessità emerge ed al contempo richiede di esser tassativamente respinto o meglio ancora... contenuto!

Quel limite, per altro e tra l'altro, generalmente, ideologicamente e genuinamente intimato da inequivocabili agenti esterni... sull'ingenuità umana... tanto suggestionabile quanto plasmabile attraverso l'abile e subdola fantasia del Terrore... imprescindibilmente imposta!

Ecco Gaber forse era un uomo Libero.

Come forse lo è era stato prima di lui quel medico guerrigliero ed idealista di Che Guevara...!

Anch'Egli alla ricerca di una libera identità emancipata ed emancipante, evidentemente perduta nella schiavitù dell'esistenza contemporanea.

Un'identità non più e non solo individuale ma estremamente più ricercata, sofisticata, complessa e articolata. Vulnerabile e impenetrabile nella misura in cui riuscisse a mostrarsi insoddisfacente ed appagante al tempo stesso... ossia nella misura in cui si ostinasse nella continua ricerca di un equilibrio immenso e perduto nei meandri di un labirinto esistenziale senza alcun preciso scopo emozionale:
Un'identità Sociale!

Ecco forse Gaber e Che Guevara erano uomini (idealisti) liberi... alla ricerca di un proprio, equilibrato e giusto ruolo... in questa incosciente, anarchica e disastrata realtà!

E forse anche Stefano e Stefano e Fabrizio e gli Andrea lo sono tutt'oggi!

Magari il secondo Stefano, l'unico Fabrizio ed il duplice Andrea lo sono un po meno (costretti alla concretezza pragmatica loro malgrado e malgrado permettendo ogni loro lato "emblematico") per diversi eventi spinti o esortati a rimettere inevitabilmente e troppo spesso in discussione: priorità, esigenze ed evidenze dettate da quella realtà onnicomprensiva e conformista che spinge e costringe altrettanto spesso a scelte intransigenti quanto obbligate rispetto alle immediate necessità personali, familiari e individuali...

Eppure... tali figure indubbiamente risulterebbero essere in possesso... di quel sano istinto e spirito critico in grado di non farli soccombere a facili e pilotate eutanasie emozionali ed intellettuali.

Quell'istinto che il primo Stefano forse ha sempre custodito inavvertitamente in se e che forse lo ha sempre impulsivamente spronato ad esprimersi pienamente per quel che oggi in tutta onesta spero possa rivendicare di essere... assieme all'altro Stefano al Fabrizio e "agli" Andrea fortunatamente e incidentalmente incontrati nel mio beffardo percorso esistenziale... ossia non misere voci nel silenzio assordante di una decadente Civiltà Moderna... ma spiriti liberi, solidi, determinati, infrangibili (nella loro volontà critica e e consapevole) di ogni singolo frammento dell'esistenza... in ogni suo criptico frammento di Se.

Perché in fondo questo noi siamo:

Frammenti!

Frammenti di una personalità dalle innumerevoli sfaccettature, immersi in una quotidianità dalle inevitabili sfumature.

Sarebbe quindi opportuno a volte porsi un sano quanto a volte insolubile quesito... sulle infinite sfumature e sfaccettature di significato di talune locuzioni e proposizioni.

Quei dettagli evanescenti quanto contraddittori che alcuni termini "espressi" (tanto consci quanto inconsci) si lasciano trasparire inavvertitamente nella dialettica comune... Termini che portano invariabilmente in loro un messaggio ed un significato il cui contenuto può e non può dar vita ad un universo di congetture, teoremi, evoluzioni ed involuzioni della quotidianità che inevitabilmente si fa evento e successivamente si rende da vana teoria a suscettibile storia.

Termini, che nella loro apparenza, vengono appunto (istintivamente o ingenuamente) tra di loro utilizzati, spesso quali efficaci sinonimi, utili a svolgere un mero ruolo formale di "sostituzione"... mentre la loro capacità o incidenza nella tentata modifica di spessore della realtà e sulla conseguente percezione degli sviluppi delle umani coscienze... genesi inevitabilmente ancestrali delle civiltà in divenire... è assai diversa, perversa e pervasiva...

Diabolicamente diversa, perversa e pervasiva... a seconda del loro convincente, pervicace e persuasivo utilizzo e/o della loro convincente ed imposta applicazione.

Un ... distinguo particolare andrebbe allora e forse analizzato tra i seguenti e composti lemmi:
  • Bene Pubblico;
  • Utilità Generale;
  • Interesse Particolare (e/o Libertà Personale).
Se non altro (per ognuno di noi che si riveli apostata di una certa e pilotata verità) si potrà essere in grado di asserire di aver individuato una personalissima quanto specifica e congrua conclusione:


Da un lato giace inerme il bene pubblico (e forse o probabilmente la comunità nel suo incedere, intendere, essere e tentativo di convivere) mentre dall'altro gravitano precariamente sia l'interesse che la libertà generale quanto l'utilità in genere fosse quest'ultima ascrivibile anch'essa ad alcun particolare o personale interesse o quieto vivere.

Lo scambio di aggettivi non è affatto casuale quanto etimologicamente perseguito!

Si rivela infatti propedeutico alla messa in evidenza di quella che personalmente ritengo:
Un'idiozia umana da anamnesi genetico-sociale o meglio ancora un amnesia umana condizionata e pilotata da collettiva, impercettibile, soave, costante e accondiscendente umana estinzione.

Interesse Particolare, Libertà Personale, Utilità Generale, Bene Pubblico.

Dovrebbero essere termini capaci non solo di viaggiare di pari passo e valenza tra le umane genti ma altrettanto ed ulteriormente in grado di evocare sane emozioni e precise concezioni sulla Civiltà Moderna che dal Capitalismo Teologico Tecnologicamente ed Indiscutibilmente Dominante (tanto storico quanto sterilmente moderno o contemporaneo) dimostrino di poter passare ossia  "Trasfigurarsi" in quel Socialismo Liberale Utopico di innata comprensione,

Un passaggio probabilmente ideale da un Capitalismo ossessivamente obnubilante proprio delle classi dominanti che sempre si è fatto beffe di un Liberalismo coinvolgente proprio delle classi intermedie il quale a sua volta ed inevitabilmente è stato costretto a far leva e quindi abbracciare gli auspici e gli ideali spesso utopici quanto inconsapevoli di un Socialismo sui generis che dalla Social Democrazia ha sempre tratto le proprie basi quanto le proprie concrete ed inossidabili forze... formate, come natura chiede e richiama, dalle novelle ed ideologiche generazioni emergenti.

Un passaggio che diversamente ed in linea altrettanto involutiva... potrebbe rivelarsi in un tremendo e drammatico declino... da un Capitalismo dispotico proprio delle classi dominanti... che sempre si è fatto beffe di un Liberalismo coinvolgente proprio delle classi intermedie... il quale a sua volta ed inevitabilmente è stato costretto a far leva e quindi abbracciare gli auspici e gli ideali spesso convinti quanto inconsapevoli di un Socialismo sui generis... che dalla Social Democrazia ha sempre tratto le proprie basi quanto le proprie concrete ed inossidabili forze... formate, come natura chiede e richiama, dalle novelle ed ideologiche generazioni emergenti... forgiate coattivamente in un Socialismo dispotico e pertanto, sostanzialmente armate verso un Comunismo accentratore a senso unico o un Fascismo accentratore a senso univoco.

Un meccanismo di sviluppo socio-politico dal passaggio assai complesso attraverso il quale si esprimono e avvicendano nascenti e doverose realtà dissenzienti. Esponenti di quelle esigenze politico-rappresentative che l'odierna logica autoreferenziale del potere, tende ad escludere.

Movimenti Sovranisti o Pseudo-Nazionalisti o "Isti" in altra o ugual o diversa misura rispetto al passato o ad un certo passato non troppo recente... non ancora effettivamente rilevati o rivendicati o valutati rispetto alla loro di fatto esistenza... fanno elementare capolino nell'universo antropomorfo di un potere globale generalmente in declino.

Una summa di declinazioni rispettose d'identità rispetto all'organizzazione di ciò che rimane sul tappeto dell'insipienza umana... generalmente raccolto, condensato e considerato sotto la definizione di Civiltà Moderna.

Una Summa d'Identità che circoscrivono, caratterizzano e definiscono invariabilmente la confusione umana nel suo approccio alla qualificazione e al riconoscimento senziente della propria identità strutturale.

Un identità intrisa di variabili spesso incomprensibili in cui quelle dello spazio-tempo giocano evidentemente un ruolo fondamentale ancorché non propriamente percepito.

E Quindi?
E quindi... Si...!
Esse Dovrebbero essere determinanti eppure non lo sono?!?

E si... Dovrebbero!
In altri termini... tali variabili spazio-temporali dovrebbero essere Dominanti!!!
Ma non lo sono!

Dovrebbero! Ma non lo sono!

Ci si chiede allora o ancor meglio personalmente mi chiedo:
Perché non lo sono?
Perché ho la netta impressione che non lo siano?

Haimé... la risposta... nondimeno risulta in evidente quanto inevitabile conflitto con la realtà delle necessità sociali: siano queste storiche o appunto ideologiche o diversamente moderne e altrettanto contemporanee o futilmente futuristiche ed estemporanee.

Si sa', le realtà sociali sono crismi umanamente espressi!

E mentre per alcuni (ingenui) lasciano il tempo che trovano... per altri (sperabilmente più lungimiranti) rappresentano (drasticamente) un cardine ed un metro di valutazione da cui partire e da non sottovalutare per il procedere delle proprie nemesi.

Non tutti, infatti, sono affetti (in questo triste, introspettivo e devastante mondo) dalla sindrome totalmente egoistica dell'autoincenso divino!

Quella sindrome che porta ingenuamente ognuno di noi ad ergersi su di un piedistallo oltre il quale il conflitto è invariabilmente denominato "terreno" mentre il proprio ed al proprio cospetto si è considerati indiscutibilmente al di sopra.

Un conflitto attraverso il quale si presume (invariabilmente a torto?!?) il "superamento" (in qualità, proprietà, capacità e controllo della verità e quindi di ogni esistenza individuale e plurima) della "resistenza" di ogni singolo Avventore/Avversario, antagonista della nostra presunta esistenza.
E pertanto nei confronti del quale ci si ritiene, spregiudicatamente e spavaldamente degli Estremi Vincitori. 

Vincitori di un inutile Lotteria autoproclamata, frutto di un plebiscito propagandistico ed illusorio creato unicamente dalla nostra mente corrotta, indotta all'autodistruzione da una perversa sindrome di spersonalizzazione con connessa e progressiva perdita della propria univoca identità!

Una sindrome che di per se viene già impropriamente evocata (indubbiamente a torto) a garanzia di sopravvivenza della propria specie ma (tra le altre cose) estende l'incertezza sull'esistenza collaterale e/o subliminale di tutto il nostro avvenire.


Elmoamf


P.s.

Dedicato agli amici di quel Tempo che fu  e che non mancherò mai ricordare!
SSFAA

sabato 10 settembre 2016

L'amore ai tempi del colera

In amore non vince chi mescola le carte,
chi usa l'asso nella manica,
chi gioca al buio il colpo di fortuna,
chi bluffa spudoratamente su ogni ardua giocata,
chi inciampa sulla corda di una puntata sbagliata,
chi passa a ogni mano per prudenza
o chi si getta su ogni piatto con ingenua incoscienza.

In amore non vince nessuno!

Semplicemente perché l'amore non è un gioco!

Ma il motivo che ispira ogni tua singola azione, reazione e decisione.
Il motore che ti spinge in una precisa (anche se spesso inconscia) direzione.
Il valore su cui fondi ogni semplice o complessa quanto personale emozione.
Il principio e la fine di ogni tua esperienza esistenziale!

Scopriremo così che l'amore è, prima di ogni altra cosa, condivisione.

E solo quando saremo in grado di condividere
(nella gioia e nel dolore, in salute e in malattia, in ricchezza e in povertà, nella buona e nella cattiva sorte),
avremo la possibilità di comprendere di essere stati sempre pronti ad amare.

Perché amare non è solo una scelta o un libero arbitrio o un cieco e fideistico abbandono al destino.

Quanto essere pienamente ciò che siamo...

Tutto il resto è forzata apparenza.
Triste e commiserevole Civiltà Moderna.

(Con sincero affetto... Ad una cara Amica)

Elmoamf

domenica 31 luglio 2016

La tela del ragno


La tela del ragno si tesse discreta.
Tra il serio ed il faceto.
Tra l'indifferenza e l'inerzia.
La tela del ragno si tesse delicata.
Tra un inizio ed una fine.
Tra una speranza ed un'attesa.
La tela del ragno si tesse riservata.
Intrappolerà...
Incastrerà...
Imprigionerà...
Risucchierà...
Tutti!
E poi verrà spazzata via. Così. Improvvisamente.
Forse da un ignaro, improvvido, occasionale, demente.
O forse da un lucido, cinico, spietato, calcolatore!

Elmoamf

giovedì 28 luglio 2016

A volte...

A volte si dice: Passa tutto...
Altre volte si dice...
No non si dice nulla... nella speranza che passi.
Ma non passa mai e allora ci si fa il callo che prima o poi prude poiché la pelle morta, cresciuta tutta intorno, ha ormai dissanguato ogni linfa vitale!

Elmoamf

martedì 26 luglio 2016

Uomini ed Ideologie

Nel regno animale si agisce sovente d'istinto.
L'istinto imprescindibile di sopravvivenza.
Si protegge il territorio.
Si protegge e si accudisce la progenie.
Talvolta o sempre si agisce in difesa del gruppo o meglio della specie.
Di fronte ad un nemico esterno, infatti, le barriere interne crollano per far posto all'istinto comune univocamente percepito a salvaguardia della propria "identità".

Nel regno umano, diversamente, si agisce per opportunità!
E' curioso notarlo ma l'istino umano si rivela ineffabilmente opportunistà.
Di quell'opportunismo mellifluo spesso del tutto artificialmente costruito.
Anche se o quando l'opportunità comporti (quasi inevitabilmente) una "sottomissione" ovvero un compromesso ai limiti stessi dell'esistenza, la soppressione della nostra stessa esistenza in qualità di genere umano.
Ecco, anche in quel caso, l'opportunità continuerà ad essere la scelta prediletta!
Una scelta folle e condizionata da forze esterne mai del tutto comprensibili o una scelta idiota effettuata consapevolmente da utili idioti?
E' una domanda alla quale è impossibile rispondere ma sono certo che alcuni di Voi sapranno argomentare nobilmente e con cognizione di causa ogni loro scelta nella vita che abbia incluso compromessi!

Intendiamoci, non si sta demonizzando il compromesso in questa sede ma semplicemente analizzando una certa tendenza del comportamento umano. Un comportamento sempre più volto all'autodistruzione programmata, consapevole o inconsapevole che sia, in cui l'opportunismo dettato dall'interesse o dal quieto vivere è riuscito a partorire ideologie o meglio uomini plasmati di ideologia di cui non comprendono o abbiano mai concretamente compreso il benché minimo principio o fondamento.

Sotto accusa infatti non sono le ideologie ma gli interpreti stessi, Uomini, che le hanno incarnate come automi inutili ossia sciocchi e stupidamente indottrinati. Condizionati e Programmati da se stessi per agire in totale spregio del proprio essere e della propria identità. Cosa o meglio comportamento che un qualunque "esponente o rappresentante" del mondo animale sarebbe mai in grado di adottare.

Abbiamo detto dell'istinto di sopravvivenza di quest'ultimo che lo spinge ad agire, in primis, in nome della specie.
Anche l'Uomo lo possiede!
L'istinto di sopravvivenza è indubbio anche nella specie umana.

E' quel tocco del male targato opportunità che ne inchioda le azioni al palo sacrificale dell'idiozia razionale.

Si disse che l'uomo dominò il mondo perché capace di elevarsi, grazie al proprio intelletto, sopra le altre specie esistenti e sottometterle alle proprie regole.

Chissà?
Chissà se quelle regole, visti i tempi che stiamo vivendo, daranno invece ragione al solo ed unico istinto animale?

Elmoamf

lunedì 13 giugno 2016

Una società fondata sul Bonus

Che la nostra non fosse più una Repubblica fondata sul lavoro... lo si era capito ormai da tempo, da almeno un ventennio, dall'avvento delle agenzie interinali e dei contratti di formazione, spregiudicatamente sponsorizzati dalla sinistra (una sinistra completamente assuefatta, lobotomizzata, conformista e atrofizzata), dall'introduzione dei lavori atipici, dall'affermazione della flessibilità e dal blocco cauterizzato del sistema pensionistico, che non permetteva uscite e nel contempo sterilizzava le entrate attraverso l'innovazione della nuova categoria degli esodati.
Che la nostra non fosse più una Repubblica fondata sul lavoro... lo si era capito dal tempo dei perenni governi di transizione, inaugurati in stile tecnico per merito di una tecnocrazia autoreferenziale divenuta negli anni una vera e propria "Corte" di prescelti e coltivati (non eletti) nel limbo della democrazia rappresentativa ove la norma o meglio la normativa è stata capace di sostituire del tutto il libero arbitrio!
Che la nostra non fosse più una Repubblica fondata sul lavoro lo si era capito o forse o meglio intuito ma nessuno ha più avuto il coraggio o la forza o la determinazione per ammetterlo.
Ma........
Lo so' non è "bello" iniziare un capoverso con un "Ma"!
Ma, ripeterei ossessivamente... che la Repubblica, la nostra Repubblica, si fosse trasformata incontrovertibilmente nella "Società del Bonus"... questa è stata certamente  una simpatica sorpresa.
Siamo straordinari noi italiani nelle innovazioni, capaci di cavalcare in anticipo anche le sindromi più eccentriche dei geniali burloni della rete.
E così un bonus di 25000 euro in salsa europea che alletta i giovani indigeni, in cerca di ossigeno e di un'identità personale e familiare, a contrarre un matrimonio (civile o concordatario come prescrive la norma), da bufala internautica diviene realtà fantoziana grazie al carrozzone Inps che, in un Italia camaleontica capace continuamente di reinventarsi e trasformarsi, fa tesoro delle buone intenzioni delle impagabili classi dirigenti ed elargisce alla plebe l'obolo agognato... Oggi, in questa triste patria di reietti ammansiti,  ammaestrati nel "succhio" della mammella assistenziale, tanto complessa quanto inutile, capace di generare solo individui "drogati" bisognosi di assistenza e non esseri umani adulti, determinati e capaci nell'affermare e rivendicare la propria dignità.
Il Bonus quale oasi di salvezza del diritto, di rivendicazione esistenziale, di affermazione consumistica dell'esistenza.
Un Bonus sulle retribuzioni degli impiegati a minor reddito.
Un Bonus sulle famiglie numerose o con figli minori in quantità.
Un Bonus per gli affittuari indigenti.
Un Bonus per le neomamme.
Un Bonus per i giovani neomaggiorenni.
Nella Repubblica disarticolata e decostituzionalizzata il Bonus è il nuovo Zenit della politica sociale in perenne campagna elettorale.
Perché il compito delle classi dirigenti non è più quello di far crescere e maturare un popolo nel solco della propria identità, delle proprie capacità, delle proprie risorse interiori e della propria volontà di emancipazione nel rispetto delle identità altrui... come un genitore cresce un figlio nel solco dei propri valori solidali di appartenenza, reciproco rispetto, sostegno e affermazione della propria personalità nel rispetto della personalità del prossimo...
Evidentemente Non è quello il compito delle osannate classi dirigenti e probabilmente non lo è mai stato.
Il compito delle "Elite" dirigenziali è più plausibilmente quello di ammansire, ammaestrare, condizionare, sottomettere...
Ma e sottolineo nuovamente il Ma ad inizio capoverso...
Ma se questo è evidentemente il loro obiettivo... per quale "minchia" di motivo ci rendiamo così "coglioni" nell'assecondarlo?
Non può essere solo questione di volgare sopravvivenza spicciola, neanche quando questa assolva a realtà particolarmente difficili da affrontare,
La questione è un altra e drammaticamente annichilente!
Ci siamo arresi!
Arresi al quieto vivere di una gogna esistenziale.
Sconfitti senza appello dalla banalità del male e dall'idiozia morale!

Elmoamf