Costantemente si prodiga su di esse
martedì 26 aprile 2022
Prodigi
Costantemente si prodiga su di esse
venerdì 1 aprile 2022
Di poco...
Di poco...
Sorse il Sole
Non c'èra da rallegrarsi
Il mare inquieto
Così i sentimenti
Quelle emozioni...
In subbuglio
Le onde...
Che schiacciavano la schiuma
Il fragore dei passi...
Dei marchi...
Marcature
Impronte
Stampe e Simboli e Disegni
Sulla Sabbia
Le parole...
Tirate al vento
Tritate
E rigettate
Come refusi
Suppellettili
Carta straccia e incolore
Come sassi o ciottoli levigati
Erosi
Dagli eventi
Dalle intemperie
Sopraffatti
Stanchi
Sfiniti
Rimessi
Abbandonati
Abbattuti
Vinti
Di poco...
E sorse il sole
Splendente
Brillante
Ipnotico...
...non c'era affatto da rallegrarsi
(Elmoamf)
martedì 15 marzo 2022
Sul Palmo...
Sul palmo
Quel puntino rosso
Centrale
Neutro
Solitario
In fin dei conti anonimo
Sul palmo
Deciso
Marcato
Inamovibile
Suscettibile
Nell'ombra
Metamorfosi
Allo stato puro
Dell'animo
Del pensiero
Dell'emozione
Dell'Illusione...
Ed in un batter di ciglia...
Svanito
(Elmoamf)
Default Controllato
Sarà un Default controllato.
Cos'è un Default controllato?
Una tecnica per impoverire lentamente (umanamente, socialmente, economicamente, politicamente, antropologicamente, filosoficamente) e costringere inevitabilmente alla resa il popolo.
Per consunzione:
Erosione psicologa, psichica, emotiva, materiale.
Concreta.
Concretizzazione della profezia autoavverante del fallimento e della miseria...
Misericordia...
In miriadi di infiniti puzzle della disperazione.
L'esasperazione.
Alla base indiscussa dell'azione delle forze ciniche, contrarie ed avverse.
Avvoltoi e sciacalli in salsa gourmet.
Numi o cerberi tutelari al confine della logica.
E di ogni necessaria analisi equilibrata ed equidistante.
Costantemente respinta...
Dalla instancabile propaganda
Capace di descrivere feroci 'Belve' come 'Fiere' sostenitrici della libertà e della società e dell'essere.
Del benessere.
Cardine e fulcro della filosofia del 'far credere'.
Del far 'cedere'.
Crollare.
Demolire.
Distruggere.
Seppellire!
Ogni volontà d'animo...
Ogni minimo, minima... voce di dissenso o interlocuzione o semplicemente interpretazione...
Interrogativa della realtà!
Per la quale valga la pena di vivere e combattere...
Ovvero per la mera ed infima e surreale e definitivamente sottomessa lealtà...
Pur di non essere esclusi o espulsi...
Al fine...
Ci si calerà totalmente e senza più alcuna dignità personale...
Le braghe.
(Elmoamf)
martedì 8 marzo 2022
Assuefatti al conformismo, ‘fino alla fine del mondo’
Ripubblicando... esternazioni di un tempo passato...
Era il 2017
Drammaticamente già trapassato remoto...
https://www.wallstreetcina.com/op-ed/assuefatti-al-conformismo-fino-alla-fine-del-mondo/
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Premessa: se avrete la bontà e la pazienza di arrivare sino in fondo allora non potrò che riconoscere la vostra audacia così come il vostro spirito di sopportazione. Riconosco che l’intervento sia lungo e noioso e spero non me ne vorrà nessuno per averlo ammorbato in questo soleggiato pomeriggio di fine aprile!!!
Entrando nel merito, essendo stato chiesto un mio punto di vista su alcuni dei commenti postati rispetto alla presente escatologia economico-finanziaria… e dopo tribolate riflessioni… ho partorito quanto segue.
Risale a poco più di un quarto di secolo fa un’opera cinematografica controversa di un regista continentale altrettanto ermetico e visionario quale Wim Wenders. Un’opera incentrata sul tema del viaggio. Certamente non il classico road trip in tipico stile nord-americano ma incardinato nel solco profondo della filosofia intimista ed imaginifica del pensiero europeo (l’oscurità individualista del calvinismo, il determinismo positivista dell’illuminismo, l’epistemologia ellenica).
Un viaggio fra le onde del pensiero moderno, intriso di tecnologia e apocalissi della materia, di sogni e speranze da tradurre in formato digitale, vissuti personali di protagonisti in fondo soli più che solitari, che rincorrono se stessi, la loro sbiadita immagine etera ed inconscia, peregrinando nel tempo e nello spazio della memoria, nel mistico o ingenuo e probabilmente illusorio tentativo di sciogliere nella compenetrazione universale della “scienza” tutti i nodi cruciali dell’esistenza, della loro esistenza. Tralasciando ogni ordine e grado superiore di comprensione della realtà. Quell’ordine trascendente che ognuno di noi difficilmente “afferra”.
Il film era intitolato come un’omonima canzone degli U2 il cui testo, singolarmente enigmatico, è per altri versi emblematico di quel conflitto esistenziale sommariamente sopra descritto e che dilania incessantemente i nostri animi.
Un testo che, al pari del film, racchiude in se quel coacervo di emozioni contrastanti che confondono le nostre ferree logiche razionali. Ragione e Istinto, nemesi delle vicende umane, in tutta la loro dirompente forza creatrice e distruttrice e nuovamente creatrice in un ciclo senza fine di corsi e ricorsi storici, di un karma inquieto, prigioniero eterno ed infinito del proprio “materialismo”.
“E’ proprio da un po’ che non ti vedo
Ero in prigione, facendo solo passare il tempo
L’ultima volta che ci incontrammo fu in una stanza male illuminata
Eravamo insieme vicini come moglie e marito
Mangiammo il cibo, bevemmo il vino
Tutti si stavano divertendo
Eccetto tu
Tu stavi parlando della fine del mondo
Ho preso i soldi, ho drogato il tuo drink
Di questi giorni perdi troppo se ti fermi a pensare
Mi hai preso in giro con quegli occhi innocenti
E lo sai che mi piace l’effetto sorpresa
Nel giardino stavo facendo la puttana
Ti ho baciato le labbra ed infranto il cuore
Tu, tu ti comportasti come se fosse la fine del mondo
Nel mio sogno stavo annegando i miei dispiaceri
Ma i miei dispiaceri, impararono a nuotare
Circondandomi, affogandomi
Traboccando dal bordo
In onde di rimpianto, onde di gioia
Mi distesi per raggiungere colui che tentai di distruggere
Tu, tu dicesti che avrei aspettato fino alla fine del mondo”
La fine del mondo di cui si parla in entrambe le narrazioni non dovrebbe essere però interpretata alla luce del concetto utilitarista e pragmatico dell’ “investitore” contemporaneo, tanto meno trattata con l’ottica fuorviante di un idealismo corrotto e devastato dalla Civiltà Moderna… Piuttosto dovrebbe costringerci ad una riflessione aspramente critica, aperta ed introspettiva, su quale Idea della “Verità” e quindi della Realtà effettivamente abbiamo in mente. Perché questo ritengo sia il nocciolo della questione, al di là degli innumerevoli dati che tale e tali Verità e Realtà sono capaci di trasmettere o comunicare o mettere a disposizione.
E’ questo che si è perso al giorno d’oggi!
La capacità di leggere ed interpretare la società sulla base di ciò che in essa ed intorno ad essa e rispetto ad essa vogliamo costruire.
Il senso arcano della vita forse è nel motivo stesso per cui il nostro istinto ci spinge a sopravvivere. Un istinto che ci spinge altresì a socializzare e quindi a pensare il nostro mondo in comune, in comunione, in condivisione con l’ “Altro”.
Il senso di appartenenza, di partecipazione, di responsabilità verso l’altro, che si esprime spontaneo ed incondizionato in primis in ambito familiare… è quello stesso senso che suscita paura, timore e perdita quando quel mondo attorno al quale la nostra vita gira (quella famiglia che si è costruita con tanta passione, amore, sforzo fisico ed intellettuale) viene aggredito e messo in pericolo da una minaccia esterna.
La separazione, l’opposto della condivisione, l’altra faccia della medaglia, il rovescio, il lato oscuro.
Il pragmatismo utilitarista è il lato oscuro di un mondo non più idealizzato. Separato dalla filosofia. Antropologicamente e socialmente orfano. Succube di una Verità e di una Realtà del tutto artificiale. Privo di quel sentimento “Rinascimentale”, di quell’ordinamento “Civico”, di quello spirito “Trascendentale” che hanno fatto grandi, in un passato ormai remoto, le Civiltà Umane che ci hanno preceduto.
Quella odierna è la summa di numeri senza un significativo scopo.
Separati tanto dalla concretezza, dalla consistenza e dalla corporeità dell’esistenza umana quanto dalla sua eterea, simbolica e metafisica trasposizione spirituale.
Numeri fine a se stessi.
L’avidità, il potere, il dominio sui popoli e sulle genti. L’individualismo, il cinismo, l’indifferenza sono i crismi dell’attuale sviluppo degli eventi.
La barbarie moderna non ha o comunque non suscita o non è il frutto quantomeno di un carattere pessimista o ottimista. E’ semplicemente barbarie.
E’ di questo che, a mio avviso, non si vuole prender atto.
E’ un deficit culturale di massa, globalizzato.
Assuefatti al conformismo, incapaci di evadere dagli schemi in cui il nostro intelletto umano si è ingabbiato da decenni. Incapaci e sterili nel produrre nuovi entusiasmi, nuova coesione, nuovi progetti e nuovi uomini in grado di avere un Visione del mondo per cui valga la pena lottare.
Perché se certamente non sono le ragioni a mancare per chi, volente o nolente, lotta per la Vita… indubbiamente sono le Idee “coerenti” al proprio piano esistenziale a scarseggiare.
Un tempo i numeri erano dei simboli e servivano per celare o spiegare gli archetipi oggi sono dei volgari elementi con cui quantificare uno spurio e rozzo consumo dell’Esistenza.
Dal mio modesto punto di vista è da questa presa di coscienza che ritengo sia necessario partire e mettersi in marcia verso un destino migliore!
Saluti.
(Elmoamf)
A volte... Willy il Coyote
A volte nelle tecniche di comunicazione basta poco...
Basta anche una foto.
E si sorvola o meglio totalmente di ignora tutto il resto...
Tralasciando ogni dispersivo o meglio faticoso ed oppressivo approfondimento.
Viviamo nell'epoca delle immagini (spesso false o falsate) non in quella della sostanza...
Spesso dura e recrudescente...
Per tutti.
D'altronde Mammona un unico scopo aveva:
Rendere totalmente e a memoria... Inedito tanto l'essere quanto il prossimo...
Ed evidentemente ed in n pieno...
Vi è riuscita.
Buona filosofia spicciola a Tutti
(Elmoamf)
giovedì 3 marzo 2022
Le Fiere del Perbenismo di Cialtronia
In un epoca che non accetta alcuna analisi equilibrata o dissenso costruttivo... spesso diviene inutile interloquire.
Ciò nonostante, a volte risulta salutare tentare almeno di evidenziare, con il necessario distacco, la tremenda follia che ci circonda.
Dipanata tra stoltezza incoerente ed ingenua, perbenismo opportunista e conformista, sociopatia delirante e protofobia, ipocondria collerica.
Orbene tutte patologie direttamente discendenti dalla polemica inutile, acerba, arida e fine a se stessa.
Ora qualè l'ultimo oggetto del contendere?
Il russofobismo!
E perché?
Perché in un mondo perfettamente descritto come un serial spettacolare, gli sceneggiatori hanno già deciso a prescindere chi siano e saranno i buoni da osannare e chi i cattivi da perseguire ed additare. Da mettere alla gogna e condannare senza contraddittorio.
Ecco allora che, in questo o quel pezzo di mondo oramai privo di qualsivoglia capacità ed indipendenza critica, di forza emancipatoria, di consapevolezza personale e sociale... si fa la corsa a chi, appunto, si erge come primo e miglior paladino protagonista degli eventi che lo spettacolo ovvero lo sceneggiatore stanno principescamente allestendo.
In una sorta di cast e provini allo sbaraglio, senza fiato e colpo ferire.
Arriviamo quindi a ragionare sull'ultimo (in ordine di tempo e cialtronesca bufera) oggetto del contendere:
La fiera del libro di Bologna...
Riflettendo su affermazioni ridicole come: "se hai letto l'articolo ti saranno chiare le ragioni".
Quali ragioni?
Ci si dovrebbe chiedere.
Quelle escludono?
Quelle eliminano un pezzo di cultura perché proveniente da un paese che si è ritenuto di condannare secondo ragioni che (comunque le si voglia leggere ed analizzare) restano in ogni caso di parte?
Quale differenza vi è tra questa decisione e quella di altri che bruciarono libri in un rogo perché portatori di istanze e culture alla reggenza e dirigenza non gradite?
Ergersi su di un piedistallo buonista ritenendosi sopra il giudizio morale degli altri perché ipoteticamente si ritenga di esser iscritti (indelebili) nel sacro libro dei buoni ... denota non solo superbia ma una profonda ed amara stoltezza.
Arriverà il giorno in cui, nostro malgrado, saremo iscritti diversamente e d'ufficio nel libro dannato e affatto santo dei cattivi.
E nessuna scusa o ammenda potrà esser fatta valere... se chi lo avrà deciso seguirà gli stessi parametri ottusi e perbenisti che oggi i carneadi di turno si affannano con zelo e solerzia ad applicare!
(Elmoamf)