domenica 17 marzo 2013

Costituzione e Presidenti della Repubblica

Partendo dal toto Presidente che in questi giorni vorrebbe come "papabili" i soliti ignoti della prima e seconda disgraziata repubblica italiana, mi sono permesso di esprimere la seguente ed umile opinione personale......

Per tracciare un sincero solco di cambiamento e ripresa della propria dignità:

  • Primo punto, il nuovo presidente sia una donna;
  • Secondo punto, che sia un alto profilo giuridico e costituzionale.

Qui di seguito la mia modesta proposta!


Lorenza Carlassare

Lorenza Carlassare giurista e costituzionalista italiana, professoressa emerita di diritto costituzionale all'Università di Padova.

Breve Biografia:

Allieva di Vezio Crisafulli, è stata la prima donna, in Italia, a ricoprire la cattedra di diritto costituzionale. Ha insegnato prima all'Università di Padova, poi a Verona e quindi a Ferrara, prima di far ritorno a Padova, nella cui facoltà di giurisprudenza ha insegnato fino alla collocazione fuori ruolo.
Oltre all'attività scientifica e dottrinaria si è attivata in favore della conoscenza e alla difesa della Costituzione italiana, con la pubblicazione di opere divulgative, di articoli d'opinione su quotidiani e riviste e con attività sul campo, anche attraverso l'attivismo culturale nell'associazione Libertà e Giustizia, fondata a Milano nel 2002, di cui è socia onoraria.
Ha contributo alla redazione della Storia d'Italia Einaudi.





Un saluto,
Elmoamf

giovedì 14 marzo 2013

La filosofia del "Coglione" secondo Checco Zalone


Non ho avuto modo, sino a questa sera... sarò sincero, di gustare il privilegio dell'arte "cinematograficamente" comunicativa del pregevole "interprete" di cui sopra.
In passato ne ho apprezzato la "liricità" sopra le righe capace di un messaggio che si rivelasse ben oltre la sua sola e semplicistica interpretazione "volgare".
Avendo, però, diversamente avuto l'occasione di seguire (colpevolmente in ritardo e lo riconosco) la sua opera seconda come attore, solo ora mi accorgo della "volontà" profonda, evidentemente..volutamente dissimulata, dalla sua ironia "spicciola".
Parto, naturalmente, da una mia personale analisi e conclusione.
Una conclusione sulla genesi umana dei conflitti sociali e pertanto religiosi, economici, politici, filosofici... metafisifici e trascendentali.
Quando al conflitto iniziale si sostituisce l'ingenuità immacolata dell'azione e del comportamento sincero...
Quando al conflitto iniziale si sostituisce un comportamento scevro da opportunismi o pragmatismi di qualsivoglia natura, ancorché vittima di stereotipi o qualunquismi secolarizzati.
Quando al conflitto iniziale si sostituisce una sincerità d'animo nonostante l'ipocrisia o l'alienazione dettata dalla tendenza eccentrica, opportunistica ed arrogante di questo o quel esegeta estemporaneo della realtà individuale e sociale che si erge a protagonista, suo malgrado, della storia.
Quando a tale conflitto si sostituisce l'immediatezza ingenua del comportamento non filtrata dalla malizia, accorta e calcolata, della "reazione".......
Allora tutto si ricongiunge e si equilibra nell'amore sincero verso il prossimo ed il suo avvenire e divenire.
Non è mia intenzione cedere ad interpretazioni melense o posticce della realtà ma ferma rimane la mia volontà nell'affermare la concreta spinta... o riconoscere la determinante forza... dell'amore sincero verso il prossimo!
Unico, ritengo,  ad essere in grado, ad esser capace... di dar denso ad una vita eterna ed universale!
Una vita altrimenti costellata solo di biasimo, sofferenza ed inevitabili sventure!

Un saluto accurato,
Elmoamf

domenica 10 marzo 2013

Un brevissimo post d'amarezza sulla solitudine dei numeri umani!


Vorrei tanto condividere una stima dell'attività intellettuale dei miei attigui e contigui ma son costretto all'inerzia...!
Dalla loro stessa involontaria sottomissione opportuna all'ignoranza!
PerChé?
O per Chi mai? E sarà mai un bene!?
Giacere nell'incoscienza piuttosto che soffrire della "conflittuale" comprensione della realtà?
Chissà!
Forse e perché siamo solo ad un passo dalla condivisione del Cielo!
E per questo abdichiamo al ns intelletto in favore di una più sommessa e sorniona sottomissione all'iniquità dell'inconsistenza?
Chissà?!
La verità giace tra le pieghe di coloro che cercano inavvertitamente una perfezione che non esiste stirando lenzuola che non hanno bisogno di orli o rifiniture!

Un saluto,
Elmoamf

mercoledì 6 marzo 2013

L'arte d'interrompere!

Ossia!

Quell'arte prodiga di pseuda benevolenza all'ascolto me che in realtà mostra solo voglia di contraddire.
Perché poi?
Forse perché non si ha reale interesse, evidentemente, nell'ascoltare.

Per primo mi taccio di artefice di tal deprecabile comportamento...spesso e volentieri.

Proprio per questo però mi duole profondamente constatarlo in chi ipocritamente, soprattutto a me vicino, si astiene da tale presa di coscienza.
Come se l'aureola del "buon padre di famiglia", dell'Eletto, dell'Unto dal signore... dovesse avvolgere lui piuttosto che il di lui interlocutore.

Proprio di ciò non riesco a capacitarmi.
Constatandolo nel tentativo di parla chiaro, a tutti...
Nell'ostracismo dall'altrui interlocutore invariabilmente rivoltomi, spesso senza chiarirmene almeno il titolo od il motivo od oggetto del contendere!?

Se proferisco A subito mi si proferisce B in rimarchevole abominio, nefandezza, obbrobrio, vergogna.
Viceversa se proferisco B mi si controbbatte o mi si rinfaccia immediatamente A, per pressappochismo, supponenza, altezzosità, tracotanza, arroganza.

Delle due l'una: o le mie opinioni sono sucettibili di obbrobrio e vergogna o diversamente sono tacciabili di tracotanza ed arroganza!

Magari potrebbero essere "vittime" di entrambe le tesi, perlomeno coerenti ed equivalenti sull'origine dell'analisi.

Se, però, quelle stesse opinioni sono oggetto di biasimo a prescindere solo e purché se espresse risultino suscettibili di contrapposizione... non mi è dato comprenderne la motivazione d'origine!

Mi chiedo...ma quale sport sia mai questo?

E' più nobile contraddire il prossimo, anche sul nulla... piuttosto che esser in grado di esprimere un parere favorevole o contrario ma pur sempre rispettoso dell'opinione altrui?

Per carità, mio malgrado, avrò sicuramente dimostrato nelle mie esternazioni una certa mancanza di rispetto dell'opinione altrui.

Non ho mai mancato però di rimarcarlo e farne ammenda, cercando d'impostare poi la conversazione su binari culturalmente diversi.
Binari improntati, appunto, sull'analisi dei fatti e sull'ascolto dei diversi punti di vista su quei stessi fatti esposti.
Piuttosto che sull'analisi delle opinioni ondivaghe di tizio o caio... o sui conseguenziali e purtroppo spesso inutili (a parer mio), commenti!

Giuro non capisco!

L'atteggiamento di coloro che si ergono ad interlocutori, umili e disposti, quando poi al minimo proferir parola aprono bocca solo per il gusto di contraddir gratuitamente ciò che sostieni o tenti di esternare!

Giuro non capisco!

Più si tenta di venir incontro al prossimo più il prossimo vuole prenderti a calci nel sedere solo per dimostrare la propria supremazia "razionale"!

Su chi poi?

Ancora non mi è dato sapere.

Anzi, sull'argomento vige la pura dicotomia intellettuale, speciosamente inutile.

Un saluto,
Elmoamf

sabato 2 marzo 2013

La concezione di Democrazia in "Massime" secondo "La Rochefoucauld"

Breve ed effimera introduzione a La Rochefoucauld.



Giustamente e per riconoscenza verso quella gnosi di "detti" che "al di là" della conoscenza "mediata" mi abbia poi colpevolmente (mio malgrado vittima accondiscendente) condotto a mal partito, nella connivenza di una malevola comprensione della realtà oscura, così tradotta in realtà fattuale, volgarmente tratta e trasposta nelle dinamiche, inconsapevolmente, esistenziali.

Per riconoscenza verso quella gnosi senza il cui stimolo all'interpretazione costruttiva del dubbio e.o perlomeno al sincero tentativo di istillarlo ... qui (ora ed oggi od in questo preciso istante) non sarei altrimenti approdato!

Or oggi si rifletteva, tra il me e il me, su l'insostenibilità dell'essere e della sua leggerezza, parafrasando quel Milan Kundera con il suo celeberrimo romanzo, prodigo di sentimenti elusi come di idealismi sospesi!

Siamo figli dell'illusione come altrettanti attori dell'effimero!

Ci muoviamo tra quinte e scene in "prima" ... ignorando l'artefice o gli artefici della ns intromissione!

Siamo comparse ns malgrado di un protagonismo "alveare".

Quel protagonismo da ape operaia che ben riflette il ns stato di necessità come il ns stato di cecità!
Una "condicio sine qua non" dettata dal protagonismo di esser vivi quanto dall'antagonismo di esser stolti di fronte all'ingenuità della conquista "universale".
Far valere i propri diritti, oggi come in un ... o nel remoto passato, è un gioco di alterne vicissitudini ... avverse ... contro una parossistica realtà onnipresente e quindi opprimente e per ciò disarmante.
Viviamo di sterco di memoria e conseguentemente il ns sterco coincide con una sterile affermazione di un'identità precaria!

Rivoluzionari ma non troppo, radicali quanto basta, anti-sistema il giusto, perbenisti il lecito, qualunquisti il solito, ossia il normalmente percepito!

Il tanto per non appannarsi, per non esporsi, per non compromettersi, per non affondare ... affrontando le pregnanti e decisive sfide che la verità interpone tra noi stessi e la sostanziale "esistenza"!

Ohibò, quanto sono belle le parole quando con esse si è in grado di esprimere tutta la miseria umana.

Mai, però, si  sarà in grado di esprimerla nella sua pienezza ... fintanto tale miseria sia o sarà espressa in granuli di particolato e non in miasmi di afflato da ultimo respiro.

Il coraggio del vivere si misura in entità focalizzabili anche tra pensieri e parole, non in commisurazioni sterili di pensiero biasimevole!

I miei scritti rimarranno per sempre tali: criptici come la mia mente e le sue alterne elucubrazioni!

Come la mente di ognuno di Noi, però, è in grado di esprimere le proprie perplessità sulla realtà in cui vive ... ritengo ... la mente di ognuno di noi sarà in grado, in ultimo, di comprendere la massima:
"A buon intendidor .... poche parole!"

Un saluto,
Elmoamf

P.S.: Spero che ognuno di noi possa essere in grado (un giorno) di dar seguito "compiuto" al proprio "intelletto umano". Se non altro per quella che (quello stesso giorno) verrà melodrammaticamente definita da altri come espressione di una commiserevole interpretazione dell'intelletto umano stesso!

mercoledì 20 febbraio 2013

Scenari politici del post futuro: Grillo e la fine di un'epoca

Direttamente dal blog di Byoblu , il comizio integrale di Beppe Grillo a Milano del 19 feb 2013.

In attesa delle prossime elezioni di fine febbraio e soprattutto dell'ultimo raduno prima di esse a Piazza San Giovanni in Roma, venerdì 22 feb 2013.

Sarà di nuovo od ancor più un bagno di folla ?

Sarò l'inizio di un nuovo ciclo o la fine di un ciclo esausto ed esaurito di vecchi matusa rimasti indietro con i loro tempi ed i loro presunti saldi scranni o pseudo poteri ?

Comunque vada, nulla sarà più lo stesso.

Così come il passato ne è un punto prima, il futuro non è altro che un punto dopo un presente sempre più complesso ed incomprensibile da vivere ma per il quale val sempre la pena combattere!

O forse No?

Di certo e come disse il buon Bruce Lee in una delle sue poche ma celeberrime pellicole:

"Meglio morire come un pezzo di giada spezzato che vivere una vita d'argilla".

Di seguito il video:



Un saluto,
Elmoamf

domenica 3 febbraio 2013

Banche pubbliche o private: La Banca dei Regolamenti Internazionali, questa esimia sconosciuta!

Banche pubbliche e.o banche private ?!

Questo è il dilemma!
« ...se sia più nobile nella mente soffrire
i colpi di fionda e i dardi dell'oltraggiosa fortuna
o prendere le armi contro un mare di affanni
e, contrastandoli, porre loro fine... »


Chiamati a "dover rispondere" di tale argomento, difficilmente si potrebbe riuscire a venirne a capo coerentemente, soprattutto nel caso in cui fossimo costretti ad un'analisi asettica, diretta e spietata!

Ossia, un'analisi priva di pregiudizi propri di ogni computo umano. Un'analisi che riguardi il merito intrinseco di ogni soggetto o istituzione rispetto al suo stesso impatto sociale.

Il ruolo "concreto" delle Banche è ancor oggi oggetto di scrupoloso studio da parte degli specialisti della materia economica come dei professionisti di quella che vagamente ed impropriamente vien definita come la cultura politica ed accademica (poi, forse ... semmai!).

E non perché tale ruolo sia secondario o sfuggente o diversamente determinante...
Od ancora e viceversa, invariabilmente ed universalmente accettato in quanto presunto fattore di equilibrio in un invariabilmente acquisito squilibrio di forze motrici... centrifughe e centripete al tempo stesso.

Uso amabilmente alcuni giochi di parole per esprimere concetti che semplicemente (ritengo) dovrebbero fluire... e che in realtà ... in questa triste realtà ... evidentemente non fluiscono, tanto meno istintivamente o criticamente riescono ad esser in grado di venir acquisiti dall'uditorio comune: comunemente casuale o proditoriamente popolare !?

Così ci si ritrova a dover disquisire di concetti che ai "più" dovrebbero risultare ridondanti ma ad altri, gli altri ed assai "più" ... ahimé(!) ...  non lo sono e forse difficilmente mai lo saranno!

Entità quali: "Istituto di credito", "Banca commerciale", "Banca d'affari", "Banca centrale", "Banca di Credito Cooperatico", "Banca Etica", "Microcredito" e.o "Finanziaria".

Soggetti oggi oggetto, spesso, dell'iperinflazione terminologica come dell'altrettanto incomprensibile opinione pubblica "comune".

Protagonisti loro malgrado o malgrado la loro capacità di esser tali, della peculiarità della vita "familiare".
Loro malgrado sistemici, come si suol dire, nella loro inequivocabile "competenza".
Competenti, maestri, abili quanto pertinenti nell'incidere sul suolo delle dirette interrelazioni umane quali attori tra i più voraci e decisivi rispetto all'effettivo agire e reagire mondano.

Il concetto di Banca, nelle sue varie declinazioni, dovrebbe risultare un patrimonio acquisito dalla pubblica opinione come altrettanto dovrebbe esserlo il concetto di merito "sociale" e "civile".

Evidentemente e malinconicamente... così non è!

Di conseguenza il dover approfondire questioni che, per altri versi, dovrebbero rivelarsi limpide, cristalline, immediate.. risulta alquanto stucchevole!

Tant'è! La realtà avvilente supera la fantasia eccessivamente comprensiva.

Dovendo trarre, però, una cognizione ed una lezione di vita che possa giustificarne l'essenzialità (sia nella forma giuridica come altrettanto nella forma pratica, commerciale e.o. finanziaria che sia ... e tanto quindi per l'eventuale entità "pubblica", ormai preda di un defunto immaginario collettivo, quanto per quella "privata" ben più radicata sul suolo delle umane relazioni, percezioni e conseguenti reazioni  "popolari" ... ) le ombrose figure, in cui l'Istituto Bancario si è nel tempo incarnato, andrebbero ricondotte alle loro origini. Ossia quelle di mere intermediarie tra ... una "genuina" domanda  da un lato ed una "sincera" offerta d'impiego di capitale dall'altro.

La figura d'intermediazione del credito, diremmo oggi, si perde nella notte dei tempi ... eppure non è poi così lontana dalla storia dell'uomo civilizzato come oggi siamo portati a conoscere e concepire!

Ciò che oggi stesso prettamente e singolarmente la distingue da un "remoto" passato è la sua "moderna" capacità di essere capillare, pervasiva e per certi ... ignobili e spregevoli ... versi "essenziale"!

Il credito, nella moderna società, è divenuto il cardine di sviluppo, il parametro di riferimento, l'elemento di analisi, il dato statistico ... sul quale e per il quale misurare la "crescita" economica e pertanto sociale delle "comunità": Istituzionali, Nazionali, Sovranazionali, Globali.

Un'inclinazione del tutto particolare per definire l'evoluzione (o forse l'involuzione ?) delle società "civili" umane rispetto al loro "Terso" millennio post Christum di esistenza storicamente documentata.

Già il Cristo ed il suo atteggiamento nei confronti dei mercanti nel "Tempio"... ma questa è un'altra storia e diversamente andrebbe raccontata.

Tornando a noi...
Un ruolo "inadeguato" quello delle Banche che imperiosamente, prepotentemente, autoritariamente ed indissolubilmente è divenuto cardine del "sistema". Un sistema socio-economico-politico umanamente e ferocemente: Spietato.

Un sistema ove, nella realtà fattuale, ci si erge ad artefici della verità come della sua sostanza al pari di un improprio divenire in essa quali "sacerdoti" officianti sull'altrui destino!

Qui ritorna il dilemma orsù amleticamente richiamato:
Essere o non Essere

Se sia più nobile mentire per non lasciar soffrire il prossimo di un dolore evitabile con una mancata presa di coscienza o prender l'armi e combattere quel male che pur soffrendo nella propria consapevolezza ci si è fatti carico di comprendere, contrastare, affrontare ed a cui non cedere come sinceramente tentar di redimere!

Orsù!

Parliamo di Banche: il diavolo incarnato di cotale "Terso" millennio.

Eppure una semplice istituzione, che da secoli si perpetua quale figura "asettica" nel compendio delle relazioni umane.

Le istituzioni son fatte di persone e non son esse stesse tali, pertanto sarebbe un grave errore confondere le prime direttamente con le seconde. Motivo per cui il dichiarar sempre più spesso e populisticamente che la colpa dell'odierna "CRISI" è principalmente delle Banche sarebbe come dichiarar che la colpa dell'Uovo è daver fatto la "Gallina"!

Spesso ci si dimentica di ricondurre le persone al loro diretto, principale quanto protagonista ruolo.
In tale ottica si affliggono gli istituti secolarizzati dimenticando i protagonisti veri e propri che sono gli esseri umani.
Nel bene e nel male. In giustizia od atrocità. In sofferenza o letizia. In assenza o comunione. In estasi o delirio!

Sono gli esseri umani che il tempo o il destino o l'Eccelso giudicherà degni o meno di esser tali!
Non le istituzioni, meri strumenti funzionali al volere, sano o nocivo che sia, di quegli stessi "ispiratori"!

Un saluto,
Elmoamf

P.S.:
Mi rendo conto che dal titolo del post potranno esser tratte delle incongruenze o perplessità di significato. Pertanto, a rigor di trattazione, sarei lieto evidenziare le seguenti analisi, così come espresse dai link correlati:
BIS:  ossia Banca dei Regolamenti Internazionali emanazione operativa assoluta rispetto agli accordi previsti dal Comitato di Basilea sugli standard qualitativi e quantitativi del sistema bancario internazionale.
Accordi a loro volta voluti ed imposti dal consesso finanziario internazionale esprimibile nel G20 (o G10 o G8 o G7 o G?)
Esprimibile in ultima istanza da precisi nomi e cognomi, in rappresentanza di comunità e.o stati o forse, ancor meglio, di altri nomi e cognomi meno noti ma pur sempre identificabili sotto il faro puntato della Verità e della Critica Coscienza!

Cordialità
Elmoamf